Qualche mese fa ho presentato con l'autore alcuni libri di Pasquale Squaz Todisco presso Nuvole in Cantina a Milano. Di Squaz vi ricordo la lunga intervista che abbiamo realizzato tempo fa, che ripercorre tutta la sua carriera.
Di seguito alcune foto della serata.
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sabato 1 luglio 2017
giovedì 11 maggio 2017
Rovine
Un'enorme gioia, ritrovare dopo anni il tratto colto e popolare
di Peter Kuper.
Rovine è una storia talmente solida e viva da raggelare.Da un punto di vista appare persino troppo prevedibile.
Eppure, attraverso il perfetto controllo di ogni aspetto artistico
Kuper arriva davvero, pagina dopo pagina, al cuore del lettore.
I temi della nostra attualità ci sono tutti, incrociando
il sentire intimo di chi è in continuo bilico tra isolamento narcisistico e sensibilità ecosofica.
Necessario, come la verità sputata in faccia da un amico sincero.
info: Rovine
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mercoledì 20 luglio 2016
Jones e altri sogni

Quando la skyline si abbassa con te
è tutta la tua esistenza che si siede.
Di queste magie e condensazioni
sono fatti i sogni di Jones.
Tutto quello che osserviamo intorno a noi
è specchio del nostro sentire.
Tutto è un sogno, una proiezione.
Il miracolo, se mai uno, è capirsi,
è incontrare l'altro, anche per brevi istanti.
info: Jones e altri sogni, ed. Rizzoli Lizard
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mercoledì 1 giugno 2016
^Sigh^Life! - Tra la casa e il cosmo
Recentemente sono entrato negli universi di due autori, Paco Roca e Marino Neri. Il primo mi ha accolto nella sua vecchia casa di famiglia, eredità del padre ormai scomparso. Il secondo mi ha legato a un'ideale di fuga mai compiuta, tra campi verdi e stellate notturne.
Non è facile saper raccontare l'Uomo e il suo legame con l'assoluto. Quel sentire che ci apre e trasporta dall'egotismo del nostro mondo intrapsichico alla visione della nostra appartenenza al tutto che è natura, universo, molecole, materia, vibrazione, esistenza, dio, ... A ciascuno il suo.
Descrivere la nostra appartenenza di esseri viventi consapevoli a qualcosa di talmente ampio da risultare razionalmente inconcepibile, ma che si manifesta, giorno dopo giorno attraverso la nostra capacità di stare, di sostare, di ascoltare.
Puoi seguire le due strade opposte esemplificate da La Casa di Roca (ed. Tunuè) e da Cosmo di Marino Neri (ed. Coconino Fandango).
La prima strada: il quotidiano, il minimale sentire prosaico dello scorrere del tempo, nel tempo della vita, tra affetti, gesti, dialoghi, perdite e legami. Dove l'appartenenza al tutto deriva dalla comprensione profonda del senso di ogni passo che facciamo sulla nostra strada. Dalla ricerca di un senso, di una vocazione, di un esserci. Da quelli che appaiono come i più insignificanti accadimenti di una vita, radicati nell'albero genealogico, nello scorrere di infinite generazioni, dove ogni nostro posto collocato nel fiume infinito di antenati e figli, si fa testimonianza e visione, alla totalità delle esperienze dell'esistenza, nella fusione di minerali, vegetali, animali, materia, energia.
Paco Roca sceglie una casa, un macrocosmo rispetto al microcosmo di una singola vita (e di una famiglia), un microcosmo rispetto al macrocosmo dell'universo, e ci accompagna per mano nell'indicibile vuoto (nell'accezione buddhista) della realtà. Ogni cosa esiste perché ne esistono infinite altre. Questo è perché quello è. Tutto è inter-dipendente, inter-connesso. I concetti di morte e nascita sono inesatti, perché un modo improprio per definire delle semplici mutazioni di condizioni, di stato. L'autore spagnolo arriva a toccare il fondo della questione, o il suo vertice, grazie alla delicatezza della sua narrazione, alla spontaneità della "recitazione", alla scelta musicale di ritmo, tempi, suono e silenzio. La sua "voce" è talmente sottotraccia da essere radicale. Immanente, si potrebbe dire. Emozioni e vicende dei protagonisti si sviluppano in un alternanza di luci e ombre che rappresentano senza alcuno sforzo tutto quello di cui filosofi, teologi, ricercatori spirituali, scienziati si occupano da sempre. In questo farsi grande di una piccola testimonianza di vita si ritrova la grandezza di Roca e della sua limpidezza espressiva.
La seconda strada: l'audace osservazione capovolta, dal cielo alla terra, che pone le domande prima della vicenda, che mostra da subito gli elementi di una dimostrazione filosofica, svolta attraverso il procedere semplice di una crisi esistenziale, fortemente simbolica ed esemplare. Un procedimento meccanico, deduttivo, che si traduce in sforzo ermeneutico e sillogistico.
Marino Neri sceglie il cosmo, tutto intorno a noi e nel nome, nel destino del protagonista, per il suo esperimento. Ma il semplice diventa semplicistico, l'analisi riduzionismo, l'osservazione da totale a parziale, sfocata e dispersa. Non esiste testimonianza, non esiste verità, non esiste autenticità ed emozione. Ma solo accadimenti esemplari, quindi scontati, quindi poveri di senso, perché precostituiti a priori e privati del respiro dell'esperienza. Una pigra riflessione sull'esistere che non offre spunti nuovi, che non si manifesta nella coscienza del lettore e che si ripiega su se stessa, per mancanza di un pensiero lucido e pienamente disteso, sviluppato.
L'obiettivo ultimo di Roca e Neri è lo stesso ma l'approccio contrapposto. I due lavori sono un ottimo punto di partenza per qualunque autore di ricerca che volesse comprendere come dare senso alle storie di realtà. Roca vola, Neri precipita. Roca comprende, Neri si perde. Roca raggiunge, Neri insegue. Roca trova casa, Neri è intrappolato in una fuga senza fine.
Per chiudere, vi saluto con la tavola di apertura di La Casa di Roca, che riassume in sé tutta una vita. Viene rappresentato, nel modo che vedete, l'ultima volta in cui un uomo esce dalla propria casa, per non tornarci più, portato via dalla sua esistenza. Tutto è qui. Chi ci avverte che oggi è la fine?
info: La Casa di Paco Roca; Cosmo di Marino Neri
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lunedì 23 maggio 2016
La mia voce fuori dal coro - Intervista a Pasquale Squaz Todisco
Con grande piacere, pubblico qui la versione integrale dell'intervista a Pasquale "Squaz" Todisco.
Si tratta di un'intervista a cui ho lavorato a lungo, grazie anche alla grande disponibilità dell'autore, che mi ha dedicato due mattinate intere di domande e risposte, e mi ha dato molto materiale per documentare i suoi lavori.
Non solo. Al termine dell'intervista, che puoi leggere qui sotto o scaricare sul tuo pc, trovi anche l'inizio di una storia inedita e mai completata di Squaz.
Credo che abbiamo bisogno di autori come Pasquale, che hanno voglia di studiare, ricercare e sperimentare forme e linguaggi, in una sorta di continua lotta per trovare una voce originale e potente nel panorama fumettistico italiano.
Spero che sia un piacere per voi leggerla quanto è stato per me e Squaz realizzarla.
Infine, ringrazio enormemente Ettore Gabrielli de LoSpazioBianco.it che pubblica uno stralcio dell'intervista, relativa agli ultimi lavori di Squaz. LoSpazioBianco.it continua a fare un ottimo lavoro, e vorrei solo potervi contribuire più spesso.
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martedì 9 febbraio 2016
^Sigh^Life! - La Proprietà, ovvero come l'artista sparisce nella sua propria voce
Da tempo non leggevo un fumetto chiaro, equilibrato e potente come La Proprietà di Rutu Modan (Rizzoli).
Avevo amato molto il suo esordio italiano in Unknown/Sconosciuto, pubblicato da Coconino Press. E l'ultimo suo lavoro tradotto nel nostro paese conferma e rilancia.
Qui c'è uno sguardo lucido, una voce asciutta ma che sa parlare al cuore. Porta il suo punto di vista ai lettori senza compromessi, senza mezze verità o isolandosi in una qualche piega surrealista. No. Il suo segno è tutto ciò che ci serve vedere. I personaggi prendono vita dalla grande attenzione nella rappresentazione dei gesti e del ritmo delle posture e degli scambi relazionali.
Tutto è relazione, nel racconto di Rutu. Anche gli oggetti, per esempio la proprietà della casa cui fa riferimento il titolo, sono parte di un processo dialogico, tra protagonisti, tra presente e passato, tra aspettative ed eventi, tra generazioni. Una narrazione psicologica che coglie però l'aspetto per così dire leggero della memoria e della mente. E che si sviluppa attraverso le azioni di ogni personaggio nelle diverse dimensioni relazionali che ho elencato.
Rutu commuove, senza mai apparire indulgente o sentimentale. Perché lascia che siano gli eventi a mostrare, con naturalezza e nitidezza, cosa c'è in gioco, passo dopo passo. Non interpreta, non prende parte, non interferisce attivamente con la narrazione, se non per quello che compete all'autore. Un paradosso, certo. Ma è in questo suo scomparire dietro alla storia, che ci mostra la sua forza di artista, che afferma la sua voce più autentica.
info: La Proprietà, Rutu Modan
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giovedì 5 novembre 2015
Anubi

Volevi essere vittima.
Oppure premere il sangue alle tempie.
Volevi nasconderti dietro alla confusione.
Ed essere salvo da tutti.
Hai confuso la vita con la morte.
L'odio con il sesso.
Poi hai cambiato pelle.
Un inizio.
info: anubi
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lunedì 2 novembre 2015
^Sigh^Life! - La mostra di Richard McGuire a Lucca Comics and Games
Tornando a parlare di Richard McGuire.
Perché il suo Here (Qui, ed. Rizzoli Lizard) è un'opera emozionante e importante.
Perché il suo lavoro nasce dopo più di un anno di riflessioni accurate su come realizzarlo, riprendendo una sua idea sperimentata bene 25 anni prima.
Perché non ricordo una riflessione più attuale ed efficace sulla dimensione del tempo.
Perché la sua espressività artistica invita all'esperienza totale dell'opera d'arte.
Nella mostra di Lucca Comics and Games emerge ancora più forte l'eclettismo della sua ricerca, sia nella concezione che nell'uso dei materiali.
Di seguito alcune foto della mostra. Purtroppo i miei mezzi a disposizione non mi hanno permesso di fare foto particolarmente riuscite. Ma sono sicuro che McGuire mi perdonerà le luci, le sfocature e i miei riflessi nei vetri delle opere.
Interpolazioni...
(nota lo schema finale con una sorta di mappa del tempo di Here)
Perché il suo Here (Qui, ed. Rizzoli Lizard) è un'opera emozionante e importante.
Perché il suo lavoro nasce dopo più di un anno di riflessioni accurate su come realizzarlo, riprendendo una sua idea sperimentata bene 25 anni prima.
Perché non ricordo una riflessione più attuale ed efficace sulla dimensione del tempo.
Perché la sua espressività artistica invita all'esperienza totale dell'opera d'arte.
Nella mostra di Lucca Comics and Games emerge ancora più forte l'eclettismo della sua ricerca, sia nella concezione che nell'uso dei materiali.
Di seguito alcune foto della mostra. Purtroppo i miei mezzi a disposizione non mi hanno permesso di fare foto particolarmente riuscite. Ma sono sicuro che McGuire mi perdonerà le luci, le sfocature e i miei riflessi nei vetri delle opere.
Interpolazioni...
(nota lo schema finale con una sorta di mappa del tempo di Here)
sabato 31 ottobre 2015
^Sigh^LIfe! - Richard McGuire a Lucca Comics e il suo Qui
Riporto una parte dell'articolo, dove rifletto su un aspetto importante del libro che è stato confermato dall'autore stesso durante l'incontro.
La prima versione di Here uscì negli Stati Uniti una trentina di anni fa sulla rivista Raw diretta da Art Spiegelman. Era una versione molto più corta. Da un punto di vista tecnico e metanarrativo, quel racconto era sufficiente, diceva già tutto quello che si poteva sul meccanismo intrinseco del raccontare a fumetti. La parte più intellettuale della nostra mente era quindi soddisfatta e appagata. Soprattutto quella di critici e studiosi della nona arte.
La nuova versione, decisamente ampliata, che compone il volume attualmente in libreria, offre invece uno sguardo più ampio sulla nostra realtà, si sposta da un piano tecnico a un piano esistenziale con maggiore enfasi, tocca le nostre emozioni e la percezione stessa della realtà. [...]
Viviamo il paradosso di una realtà impermanente dove tutto muta a ogni respiro, dove un numero impressionante di cellule si rinnova nel nostro corpo, e dove tuttavia ci percepiamo come esservi viventi illusoriamente identici a dieci, venti, trenta anni fa, ci immaginiamo tra dieci, venti, trent’anni simili a oggi, e siamo persino capaci di dire a noi stessi e agli altri che “siamo fatti così, non possiamo cambiare”
Per leggere tutto l'articolo, vai qui.
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Punto di Fuga
La solitudine del senso di colpa.L'irresponsabile noncuranza sociale.
La mancanza di una trama.
La necessità dell'inevitabile
che riguarda la dimensione prospettica
della crescita personale.
L'aborto come lutto, senza un funerale.
E la crisi come opportunità attraverso
il dolore
info: punto di fuga, diabolo ed.
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martedì 19 maggio 2015
Lo Scultore
Questa è una storia sulla depressione.Una storia sul conflitto interiore, che nasce
quando non si è all'altezza delle aspettative
degli altri, della famiglia in primis, e quindi
di se stessi.
Meno faustiano e più vicino a Melancholia
di Lars von Trier, Lo Scultore è una storia
sull'impotenza derivante dal falso sé.
A Jung sarebbe piaciuta molto.
Io mi sono arreso alle sue dinamiche e alla sua
forza. E mi ha rivoltato almeno per un giorno.
info: http://www.baopublishing.it/shop/dettaglio/834-Lo_scultore
mercoledì 6 maggio 2015
Fritz il gatto e altri animali
L'errore: Fritz il Gatto in giro per casa.
Le condizioni: un figlio curioso e una casa piccola.La preoccupazione: Gabo, nove anni, legge Fritz e le sue orge nella vasca da bagno.
L'ascolto: il figlio non sembra sconvolto, ma confuso.
La consapevolezza: i giochi simbolici e i codici usati da Crumb.
Nessun pericolo, semmai una curiosa e vaga insoddisfazione.
Se non hai mai letto Crumb, puoi iniziare da qui.
Prima di tutto il resto!
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lunedì 9 marzo 2015
^Sigh^Life! - Una Brutta Storia di Spugna alle Officine Libra
Ho fatto quattro chiacchiere con Tommaso "Spugna" Di Spigna a proposito del suo libro di esordio, Una Brutta Storia, presentato sabato sera scorso alle Officine Libra.
Contesto come sempre perfetto e ricco di umanità. Ottimo buffet. Spugna è un ragazzo diretto e simpatico quanto il suo libro, con un ottimo talento visivo.
Di seguito alcune foto della serata.
Contesto come sempre perfetto e ricco di umanità. Ottimo buffet. Spugna è un ragazzo diretto e simpatico quanto il suo libro, con un ottimo talento visivo.
Di seguito alcune foto della serata.
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giovedì 5 marzo 2015
Pertini fra le nuvole
Possibile non santificare il Presidente Pertini?
Forse, se si ricostruisce la sua storia col metafumetto.Meno frastagliata e stratificata di altre prove
di Stamboulis e Costantini, più emozionante e delicata.
Biografie come queste rischiano la morte per noia.
L'invenzione felice del gioco metafumettistico, che nasce con Pazienza, ravviva e incalza con giocosa ironia.
info: pertini fra le nuvole
martedì 30 dicembre 2014
^Sigh^Life! - Not an atom of hell shall enter into my paradise
L’amore si confonde col sesso. L’amore è una serie di
scatole cinesi.
L’amore può liberare. L’amore può essere una dannazione.
Il ricordo, che non si spegne, si lega alle aspettative, alle emozioni, alle
abitudini.
Siamo condizionati da idee e giudizi che neppure ci appartengono, portate avanti da innumerevoli generazioni. Se non ci fermiamo a riflettere, a creare spazio dentro di noi, i condizionamenti diventano meccanismi indistruttibili che ci muovono come marionette.
Il dolore, la malattia e l’imprevisto possono rompere quei meccanismi, e portare a nuova luce, nuove intuizioni, un diverso livello di consapevolezza. A quel punto, ciò che fa la differenza sono gli strumenti che si è riusciti a raccogliere, interiorizzare nel corso degli anni attraverso la pratica, l’esperienza, l’azione e le relazioni.
Siamo condizionati da idee e giudizi che neppure ci appartengono, portate avanti da innumerevoli generazioni. Se non ci fermiamo a riflettere, a creare spazio dentro di noi, i condizionamenti diventano meccanismi indistruttibili che ci muovono come marionette.
Il dolore, la malattia e l’imprevisto possono rompere quei meccanismi, e portare a nuova luce, nuove intuizioni, un diverso livello di consapevolezza. A quel punto, ciò che fa la differenza sono gli strumenti che si è riusciti a raccogliere, interiorizzare nel corso degli anni attraverso la pratica, l’esperienza, l’azione e le relazioni.
Ogni mattina, ogni interazione o pensiero, ci mette a
contatto con il nostro inferno personale, fatto di violenza, mancanza di
rispetto e sordità. Ogni istante possiamo identificarci con queste parti di
noi, agirle senza neppure chiederci cosa diavolo stiamo facendo. Chi siamo, e
qual è la nostra vera natura.
Ogni giorno possiamo essere all’inferno o in paradiso.
È successo a molti di perdersi in una o più storie affettive complesse, dolorose e assordanti. Di quelle in cui vieni rapito, in cui perdi il contatto con il tuo centro, in cui il demone del desiderio, del bisogno e della paura danno all’altro un potere infinito. Potere di gioia e dolore su di noi, potere di vita e di morte. Perché quando soffri, quel dolore sembra davvero poter portare all’annientamento di sé. Oscillazioni, perdita di controllo, insanità.
A volte, queste relazioni finiscono. Spesso no. Quando finiscono
offrono due cose: immenso dolore/disperazione; libertà. A noi la sfida, di come
utilizzare quel dolore e quella nuova libertà. A volte si sceglie in prima
persona, a volte scelgono gli altri per noi. In ogni caso si affronta un lutto.
E questo stretto e oscuro passaggio, questa ombra, rivela sempre una grande
luce. E prepara alle tante altre forme di lutto che incontriamo nella vita,
fino all’epilogo della propria parabola.
Ma di quell’amore infernale, di quel piacere ineffabile che
ti entra nel sangue, la nostra mente potrebbe decidere di non volerne affatto
fare a meno. E allora la schiavitù si perpetua, fino all’avvilimento totale del
corpomente, che gradualmente si spegne. Le scatole cinesi diventano sempre più
traslucide ma permanenti.
Penso a come le nostre percezioni lavorino in modo circolare, ridondante sui nostri pensieri. I programmi televisivi che ci fissano la sera, se lo permettiamo, i rumori dei vicini, i loro segreti, le nostre e loro piazze, mostrate a tratti, a lampi, in interazioni manifeste e spesso volgari. Quel che mangiamo, quando e come ci laviamo, dove decidiamo di fermarci, nella nostra casa, a riflettere, a masturbarci, a piangere, a giocare e gioire. Le strade che facciamo ogni giorno per andare al lavoro, e i territori dell’immaginazione che percorriamo, spesso oscuri, depressi, a volte maniacali, a volte megalomani. Basta poco perché tutto venga spazzato via e rinnovato. In negativo, una malattia, una perdita. In positivo, un incontro, una nascita.
Ma abbiamo la responsabilità di riprendere in mano la nostra libertà, e di
tornare a scegliere a ogni respiro chi siamo, e riconoscere la nostra vera
natura. Solo così, anche in amore, avremo la possibilità di incontrare
realmente l’altra persona, e non un suo fantasma, non un suo demone.
info: disegni di Akab, tratti dal quasi inedito Not an atom of hell shall enter into my paradise, per il quale ringrazio personalmente l'autore, nella speranza di una prossima pubblicazione in italiano.
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