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martedì 29 ottobre 2013

^Sigh^LSB! - Per sempre Claremont



Torno a parlare di X-Men e di Claremont a proposito della sua gestione della serie X-Men Forever. Dove riprende concetti e idee lasciati vent'anni prima.
Su LoSpazioBianco.it in questo articolo.
Uno stralcio:

X-Men Forever è una serie paradosso: fuori dalla continuity ufficiale della Marvel Comics (concetto che, come ha più volte dimostrato Grant Morrison, non ha più nessuna attualità) ha l’ambizione di tornare a sviluppare temi vecchi di vent’anni. Una serie che “non esiste” vuole rinnovare concetti e percorsi narrativi ormai dimenticati. Siamo nella piena, totale involuzione del concetto di serialità, che appare per molti versi come l’ultimo, straziante canto del cigno di un’epoca. 
Lo sceneggiatore si impegna e sembra giocare con rinnovato entusiasmo, ma il meccanismo è ormai rotto. La sensibilità ha perso qualunque contatto con il reale e non riesce a toccare in alcun modo l’emozione del lettore. Le idee appaiono non solo invecchiate, ma tutto sommato decisamente ridimensionate dal tempo, e dalle tante, reali innovazioni che sono avvenute negli anni (anche nella famiglia dei mutanti, basti pensare alla gestione Morrison).

lunedì 23 settembre 2013

^Sigh^LSB - La saga di Fenice Nera



Come anticipato, nell'ambito dell'ottimo speciale sugli X-Men in uscita su LoSpazioBianco.it e curato da David Padovani (che ringrazio per la cura nella revisione e nell'impaginazione), viene pubblicato un mio articolo che ricorda l'importanza della saga di Fenice Nera.
Un piccolissimo estratto:

La saga di Fenice Nera rappresenta, per queste ragioni, una pietra miliare e un punto di non ritorno nell’evoluzione del genere nel cuore degli anni ’80, che celebra il conflitto tra la fragilità dell’uomo e la pericolosità delle forze con cui si ritrova sempre più a “giocare”, che vanno ben oltre la piccola visione comune

Tutto l'articolo lo trovi qui.
Ne sono piuttosto fiero.

venerdì 6 settembre 2013

^Sigh^Life - Gli X-Men e le due facce di Claremont


la regina nera di john byrne


Con Settembre inizia l'anno nuovo.
Il 31 agosto ho festeggiato il capodanno stando sveglio fino alle 5 del mattino, a pensare a cosa mi lascio alle spalle e a cosa dovrò avviare dal giorno successivo.
Mentre le vacanze finiscono, l'estate si fa coda e ci regala gli ultimi giorni di caldo, cerco di mantenere gli impegni fumettistici presi.
Settimana prossima, su LoSpazioBianco.it prende il via un nuovo, corposo speciale, tutto dedicato agli X-Men. Non c'è un modo migliore per iniziare l'anno. Gli X-Men sono (stati) uno dei fumetti popolari statunitensi più importanti e famosi della Marvel Comics. E lo so che non sono più divertenti da molti anni, e lo so che riletti oggi anche molte cose vecchie non sono propriamente la mia tazza di tè. Ma credo sia importante rileggerne la storia, rivedere alcuni dei momenti più importanti della loro parabola editoriale. 
Il pezzo forte dello speciale, probabilmente, è un'intervista a Chris Claremont in esclusiva per LoSpazioBianco.it. La leggerai e respirerai tutta l'amarezza e il rimpianto del papà adottivo degli X-Men. Il tempo passa e lascia tutti indietro. 
Io mi sono occupato proprio di Claremont e di due momenti contrapposti della sua carriera. Nel primo articolo mi diverto a parlare di sessualità, potere ed adolescenza a proposito della celebre saga di Fenice Nera (realizzata con John Byrne), senza dubbio uno dei momenti più felici dell'intera produzione degli X-Men. Nel secondo articolo, rifletto sulla coda artistica dell'autore, a proposito della recente X-Men Forever, dove Claremont racconta quello che sarebbe successo al suo supergruppo se non avesse abbandonato la serie negli anni '90. E qui, e qui si parla di rimpianti, di nostalgia e della morte dei presupposti alla base del fumetto seriale di supereroi.
Due periodi storici diversi, due momenti opposti nella vicenda artistica e umana di un autore di fumetti. Un ottima lente per osservare la vita in relazione alla creatività. 
Segnalerò gli articoli a tempo debito. Intanto anticipo un breve stralcio dal pezzo su Fenice Nera.  

Byrne e Claremont avevano un’idea chiara in testa e un preciso target di lettori: sparare a mille gli ormoni degli adolescenti, mettendo in scena il concetto stesso di perversione (del bene, della morale, dell’umanità, ecc.) attraverso la bellezza iconica e rassicurante dei supereroi. La dolce, sensibile Jean Grey, che nella storia sarebbe diventata la “divinità oceanica” e corrotta di Fenice Nera, era vittima e complice di un processo di deturpamento del cuore e del desiderio che avrebbe fatto saltare sulla sedia qualunque ragazzino represso come il sottoscritto.
Il Club Infernale, nemico dichiarato dall’inizio di questa saga, intriso d’immaginario fetish, era il richiamo perverso del desiderio per Jean e per i lettori.
Gli autori giocavano a carte scoperte, riprendendo in modo esplicito semplici concetti psicanalitici, vaghi ma stimolanti riferimenti esoterici o filosofici (Yin e Yang della tradizione taoista, per citarne uno): gli opposti come fondamento della vita; la lotta come malattia; il potere e la sua corruzione come motore fondamentale delle scelte. 

lunedì 15 aprile 2013

X-Men Forever 1-4

^Sigh^Score! 3/6

L'unica cosa che non muta mai
è il mutamento stesso.
L'uomo e il suo ego si illudono di
poter controllare e stabilizzare la vita.
Cosa che non è possibile, se non a prezzo
della salute e della libertà, e per brevi,
brevissimi periodi. Poi c'è la nostalgia.
L'uomo dietro queste storie è cambiato.
Il mondo con lui. Il passo è perso per sempre.
Per sempre ... per sempre ... per sempre ...
Rimane il gioco
del ricordo
e del sarebbe potuto
essere.

info: x-men forever