Gli autori di Powers che chiacchierano tra loro, in un'intervista riportata in appendice al volume di Powers, Anarchia. Eccone alcuni estratti.
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lunedì 5 giugno 2017
giovedì 30 marzo 2017
^Sigh^Life - Bricola 2017
Un piccolo festival per autori indipendenti nel cuore di Milano, al Wow Spazio Fumetto, sabato 1 aprile 2017.
Puoi leggere tutte le informazioni qui.
Dalle ore 15, condurrò un incontro su editoria, nuovi autori e fumetto indipendente:
Stand by me: editori e autoproduttori
L’editoria a fumetti ha spesso trovato nuova linfa e talenti all’interno del mondo delle autoproduzioni. Ma cosa cerca davvero un editore in un fumettista autoprodotto? Come si fa a passare dal “Do It Yourself” alla libreria? Quali i lati positivi e quali i negativi?
Intervengono Caterina Marietti (fondatrice di Bao Publishing), Martoz (autore per MalEdizioni, Canicola Edizioni e tra i realizzatori della rivista autoprodotta Crisma) e Lucio Staiano (fondatore della casa editrice Shockdom).
Sei hai voglia di partecipare e vedere cosa si muove...
^Sigh^Life! - Intervista a Marco Galli
Mi occupo di aspetti artistici in ambito riabilitativo e terapeutico da quindici anni. Ci sono aspetti dell'essere umano che ho compreso solo in relazione alla malattia, alle difficoltà e ai limiti.
Quando ho saputo del percorso personale di Marco Galli, ho chiesto la sua disponibilità a intervistarlo. Si parla, certo, di malattia e sofferenza, ma soprattutto di quel che ci fa muovere il culo dalla sedia e metterci in cammino per essere persone migliori. L'arte, qualunque forma artistica, è il miglior compagno di viaggio che mi viene in mente.
Ecco uno stralcio:
Come è cambiato il tuo rapporto con la scrittura, che è poi sempre subordinato al nostro rapporto con la vita più in generale?Questo è interessante, perché è cambiato molto. Un po’ per maturità e un po’ per contingenza. Prima il mio approccio al libro era molto diretto: partivo con disegni e testi, spesso senza nemmeno storyboard, fino a libro finito. Poi riscrivevo, sui testi abbozzati, anche fino a cinque volte, prima di arrivare al lavoro finale. Spesso il senso della storia cambiava parecchio dalla prima stesura all’ultima, sembra impossibile, uno dice: i disegni sono quelli, la successione delle vignette tracciata, i balloons hanno quella misura e quel numero… E invece, la forza delle parole è magica anche nel fumetto, cambiate poche parole e cambia tutto il senso. Se potessi suggerire un esercizio ai giovani fumettisti, sarebbe quello di prendere un fumetto già esistente, leggerlo e riscriverlo cercando di dare un senso diverso alla storia. Si impara molto. La scrittura, quando c’è in un fumetto, è importante e da curare come tutto il resto; spesso si vedono grandi magie cromatiche e dei poveri balloons che navigano anemici dentro le pagine.
Puoi leggere tutta l'intervista qui, sul sito de LoSpazioBianco.it
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martedì 27 settembre 2016
^Sigh^Life! - L'intervista perduta di Sergio Gerasi
Era Lucca Comics and Games 2014.
Nei miei giri tra gli stand avevo incontrato Sergio Gerasi. Presentava per Bao Publishing il suo nuovo lavoro "autoriale" In inverno le mani sapevano di mandarino. Gli chiesi la disponibilità per un'intervista in anteprima. Lessi il libro la sera di giovedì. Venerdì facemmo l'intervista.
Sergio è una persona con la quale è bello chiacchierare. Ha un suo punto di vista sulle cose, è aperto, si mette in gioco, ha una sensibilità rara, ed è molto simpatico.
In inverno le mani sapevano di mandarino è un libro imperfetto ma ricco, frutto di un lavoro di ricerca, che tratta temi a me molto cari, riguardanti la memoria, l'invecchiamento, la perdita di sé, la fiducia... Lavoro da molti anni con persone affette da deterioramento cognitivo. Quel mondo, quel pezzo di umano che sfugge alla vista di molti ma che terrorizza nel silenzio, ha una vitalità e potenza, anche ideativa, che pochi sospettano. Il libro di Sergio mi ha riportato in modo curioso e intelligente quelle sensazioni. Ma soprattutto in quelle pagine Sergio, muovendosi in una sua Milano onirica e, per questo, immaginaria, inconscia, offre molto di sé al lettore, si mostra in un processo di rielaborazione personale.
Certo, il libro svela anche, ancora, la necessità dell'autore di proteggersi dietro a meccanismi narrativi non sempre chiari. Se dovessi dare un consiglio, e ricordo di averne parlato con lui durante l'intervista, era di trovare una voce più diretta. Ma nessuno può dire meglio dell'autore per quale storia è pronto, a cosa è possibile accedere perché si trasformi in narrazione.
Per inciso, il mio rapporto diretto con Sergio risaliva a qualche anno addietro, durante la prima edizione della 24 Hours Italy Comics, della quale lui fu uno dei protagonisti. In quell'esperienza Sergio si cimentò per la prima volta con il suo "personaggio", che torna in ogni storia "autoriale" che ha fatto finora. Anche di questo parlammo nell'intervista. Fu proprio quella prima occasione che offrì a Sergio l'occasione di cimentarsi con un proprio personaggio, e soprattutto di accendere la scintilla della sua voce "autoriale", che andasse oltre la sua professione di disegnatore di fumetti seriali.
Non so, a distanza di due anni, che riscontro di vendite abbia avuto In inverno le mani sapevano di mandarino. Non ho avuto modo di incontrare nuovamente Sergio in questi due anni. Lo vedo impegnato su Dylan Dog. E spero avremo modo di chiacchierare presto.
Nel frattempo, tuttavia, quell'intervista non ha mai visto la luce, è ancora chiusa in un cassetto, per colpa dei miei molti impegni personali e professionali, che spesso mi tengono lontano dal mondo del fumetto. E il tempo è ormai passato. Quindi questo mio articolo, oltre che un modo per ricordare il suo lavoro, che merita di essere letto, è anche un modo per chiedere scusa per un impegno mancato.
Chissà se Sergio si è dimenticato di questa mia mancanza. La perdita di memoria può essere una tragedia, ma anche una sana benedizione, a volte.
info: In inverno le mani sapevano di mandarino
lunedì 23 maggio 2016
La mia voce fuori dal coro - Intervista a Pasquale Squaz Todisco
Con grande piacere, pubblico qui la versione integrale dell'intervista a Pasquale "Squaz" Todisco.
Si tratta di un'intervista a cui ho lavorato a lungo, grazie anche alla grande disponibilità dell'autore, che mi ha dedicato due mattinate intere di domande e risposte, e mi ha dato molto materiale per documentare i suoi lavori.
Non solo. Al termine dell'intervista, che puoi leggere qui sotto o scaricare sul tuo pc, trovi anche l'inizio di una storia inedita e mai completata di Squaz.
Credo che abbiamo bisogno di autori come Pasquale, che hanno voglia di studiare, ricercare e sperimentare forme e linguaggi, in una sorta di continua lotta per trovare una voce originale e potente nel panorama fumettistico italiano.
Spero che sia un piacere per voi leggerla quanto è stato per me e Squaz realizzarla.
Infine, ringrazio enormemente Ettore Gabrielli de LoSpazioBianco.it che pubblica uno stralcio dell'intervista, relativa agli ultimi lavori di Squaz. LoSpazioBianco.it continua a fare un ottimo lavoro, e vorrei solo potervi contribuire più spesso.
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martedì 24 novembre 2015
^Sigh^LIfe! - Intervista agli autori di Anubi per Bilbolbul 2015
In occasione del festival di Bilbolbul appena concluso, ho intervistato Marco Taddei e Simone Angelini, gli autori di Anubi (Grrrz). Una parte dell'intervista la trovate qui.
L'integrale andrà su Lospaziobianco.it insieme ad altri approfondimenti.
Di seguito uno stralcio.
Uno dei temi centrali del volume è la dipendenza, da sostanze, affettiva, … ma anche qualcosa di più sottile. Una sorta di dipendenza dalla mediocrità, dal povero conformismo dell’anticonformismo e dello sfacelo. Quanto di questi spunti vengono dalla vostra esperienza personale, diretta o indiretta?Marco: Penso che basti dire che viviamo in un mondo mediocre che offre poco ma che al contempo ti stimola in continuazione ad essere il primo della classe. In un mondo così, chi si gode il proprio fallimento fa un atto sincero di autocoscienza. Un Dio che ha perso tutto, anzi un Dio perdente, forse demente, è l’immagine estrema ed iconica di questo fallimento totale e senza salvezza.Simone: E’ la vita di tutti i giorni fatta di dipendenze, di mediocrità, di cose senza senso.Vorrei essere plancton.
martedì 17 novembre 2015
^Sigh^Life! - Intervista a Tiziano Angri per BilBOlBul
Per BILBOLBUL, il festival del fumetto che si terrà a Bologna il prossimo week-end, ho intervistato Tiziano Angri per parlare del suo primo libro con Coconino Press, L'unica voce, che è anche la sua prima storia lunga.
Ecco uno stralcio dell'intervista, che puoi trovare per intero qui.
In senso più lato, L’unica voce si occupa della solitudine, del rapporto con le sfide del diventare adulti e trovare un’identità all’interno della nostra società. In quale chiave hai scelto di occupartene?
La chiave principale sta nel disequilibrio che anima la mente e i corpi dei due protagonisti.
La malattia li isola costringendoli ad una vita ai margini e i loro corpi finiscono per subire ogni genere di vessazione, quasi che quel dolore faccia parte di quel rito di passaggio verso il mondo adulto (sebbene entrambi i personaggi hanno varcato anagraficamente da tempo quella soglia).
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venerdì 13 novembre 2015
^Sigh^Life! - L'intervista a Vanna Vinci
Online sul blog di BILBOLBUL l'intervista a Vanna Vinci che ho realizzato in relazione al suo coinvolgimento nel festival di fumetto e il Bologna Jazz Festival.
Qui di seguito uno stralcio:
Che legame hai con la musica jazz?
Io ho ascoltato jazz da quando ero bambina, perché alle elementari mi hanno regalato un giradischi, con cui ascoltavo le canzoni dello zecchino d’oro, che però dopo un po’ mi scocciavano. Così avevo trovato a casa dei dischi di Bix Beiderbecke, Billie Holiday e altri jazzisti, anche dixieland, che sono diventati la colonna sonora della mia infanzia e adolescenza. Era un jazz molto antico, anni venti, ma tuttora è la musica che sicuramente rappresenta la mia formazione, e mi emoziona davvero tantissimo ascoltarla e riascoltarla. Un altro disco che ha segnato un lungo periodo della mia vita, e al quale sono profondamente legata, è Desafinado di Coleman Hawkins. Sono tutti dischi che se li risento inaspettatamente mi danno una sensazione profonda e fortissima.
Tutta l'intervista qui.
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giovedì 27 giugno 2013
^Sigh^Life! - Maurice Sendak interview
Con colpevole ritardo, dovuto alla difficoltà a reperire il volume, sto leggendo solo ora il bellissimo numero 302 del Comics Journal dedicato a Maurice Sendak (e non solo, il volume, enorme, se lo giri ti rivela una sorpresa, ovvero un approfondimento molto corposo su Tardi).
Inutile presentare qui Sendak, perché non potrei essere abbastanza esaustivo e neppure abbastanza lucido, visto quanto amo il suo lavoro.
Segnalo però le due anteprime presenti sul sito del Comics Journal: qui e qui.
Il racconto di come Gary Groth è arrivato all'intervista con Sendak ci dice già molto di questo grande artista. Ma mi piace riportare una breve considerazione sull'infanzia che Sendak fa quando Groth approfondisce i temi relativi al suo bellissimo libro Outside Over There:
But see, children see those things. And when you take away the truth from them, you take away everything from them. And one of the passions I have about children is, we don’t know what they see, we don’t know what they really hear. And occasionally they are polite enough to let us in.
(una mia veloce traduzione)
Ma vedi, i bambini vedono quelle cose. E quando gli porti via la verità, gli porti via tutto. E una delle passioni che ho sui bambini è, non sappiamo cosa vedono, non sappiamo cosa sentono veramente. E qualche volta sono abbastanza gentili da farci entrare.
Maurice Sendak, intervistato da Gary Groth, The Comics Journal 302
Inutile presentare qui Sendak, perché non potrei essere abbastanza esaustivo e neppure abbastanza lucido, visto quanto amo il suo lavoro.
Segnalo però le due anteprime presenti sul sito del Comics Journal: qui e qui.
Il racconto di come Gary Groth è arrivato all'intervista con Sendak ci dice già molto di questo grande artista. Ma mi piace riportare una breve considerazione sull'infanzia che Sendak fa quando Groth approfondisce i temi relativi al suo bellissimo libro Outside Over There:
But see, children see those things. And when you take away the truth from them, you take away everything from them. And one of the passions I have about children is, we don’t know what they see, we don’t know what they really hear. And occasionally they are polite enough to let us in.
(una mia veloce traduzione)
Ma vedi, i bambini vedono quelle cose. E quando gli porti via la verità, gli porti via tutto. E una delle passioni che ho sui bambini è, non sappiamo cosa vedono, non sappiamo cosa sentono veramente. E qualche volta sono abbastanza gentili da farci entrare.
Maurice Sendak, intervistato da Gary Groth, The Comics Journal 302
venerdì 31 maggio 2013
^Sigh^LSB! - Intervista a Luca Vanzella e Luca Genovese
Dopo la presentazione della ricca anteprima di Beta nella rubrica ^Sigh^Look!, su LoSpazioBianco.it presentiamo una lunga intervista agli autori.
La trovi qui.
Di seguito uno stralcio.
LV: La voglia di giocare con i cliché e i topos dei robot Nagaiani è stata una delle pulsioni della storia ma dovevamo trovare un modo nostro per affrontarli; un modo che non fosse davvero revisionistico… non volevamo rompere il giocattolo, solo spingerlo in direzioni diverse ma tenendo i pezzi più o meno intatti… Un’opera come Evangelion, per esempio, è un commento sul genere robotico in cui gli impliciti esplodono in modo anche shoccante. Questo però non era proprio nelle nostre corde.
La nostra chiave è stata il realismo o meglio un’illusione di realismo. Far confrontare gli stereotipi mecha con la politica, la storia, le conseguenze… Vedere le scintille che nascono dall’attrito tra l’impossibilità dei robot e il mondo come lo conosciamo (anche se con quella distanza data dalla storia che dicevamo prima). E questo poteva funzionare solo se i robot e i piloti fossero stati assimilabili ai loro modelli. Uno può vedere la parabola di Dennis come il suo percorso per diventare eroe (idealista ma pieno di angst e quindi Nagaiano) nonostante (e contro) il cinismo e la disillusione che lo circondano.
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giovedì 14 marzo 2013
^Sigh^LSB! - Intervista a Berardi
Finalmente online su LoSpazioBianco.it, grazie all'imprescindibile collaborazione di Ettore Gabrielli, la mia intervista a Giancarlo Berardi, dove parliamo ampiamente di Julia, del processo creativo e delle tematiche di questa atipica, ma di successo, serie della Sergio Bonelli Editore.
Riporto un estratto, dove Berardi ricorda la collaborazione con un maestro del fumetto italiano:
Mi è davvero impossibile non chiederle un aneddoto in merito al lavoro con Sergio Toppi. Come è avvenuta la collaborazione per il n. 11 di Julia?
In quel periodo, Toppi aveva poco lavoro. Fu Bonelli a suggerirmelo. Ne fui onorato, perché avevo amato molto i suoi disegni e lo consideravo uno dei miei maestri, tra i pochi che hanno reso il fumetto un fatto culturale. Essendo nato come illustratore puro, aveva difficoltà a seguire la sequenza tipica di Julia, così, ci accordammo che Mantero e io gli avremmo fornito il layout di tutta la storia. L’umiltà di questo grande artista – già avanti con gli anni – era solo paragonabile alla sua grandezza professionale. Più volte mi mostrò le sue bellissime tavole dichiarandosi insoddisfatto e pronto a rifarle, se glielo chiedevo. Che grande lezione. Fu un vero signore, nella vita e nel lavoro.
Tutta l'intervista qui.
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giovedì 28 febbraio 2013
^Sigh^LSB! - Intervista a Berardi (anteprima)
disegno di giorgio trevisan
Presto, su LoSpazioBianco, uscirà una mia intervista a Giancarlo Berardi dove parleremo di Julia, del suo nuovo amore, di come nascono le storie della serie, di come l'autore lavora con i disegnatori e con la redazione Bonelli.
Sono molto felice per questa opportunità e per la disponibilità dell'autore.
Di seguito un brevissimo stralcio in anteprima.
L’idea per una storia è sempre casuale. Di solito cerco un’atmosfera. Certe giornate uggiose, per esempio, mi suscitano pensieri in “tonalità minore”. Oppure posso essere colpito da una persona, mentre faccio colazione al bar. Gli esseri umani portano le loro vicende scritte in viso. Basta avere occhi per saperle leggere.
Darò notizia.
lunedì 10 dicembre 2012
^Sigh^LSB! - Maradona
Su LoSpazioBianco.it un articolo e un'intervista a Paolo Castaldi a cura di Claudio Falco su Maradona, il libro di Becco Giallo di cui giovedì presenterò un capitolo in esclusiva. Sono molto contento di questa opportunità. Ed è tutto molto interessante.
El Pibe come Guevara?
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