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martedì 29 aprile 2014

Chef Rubio, Food Fighter

^Sigh^Score! 4/6

La cucina è vita.
Dietro al cibo che mangiamo
alcune delle scelte politiche più importanti
per la nostra sopravvivenza e per l'economia.
Se ne parla Cajelli via Chef Rubio
ti sorprendi, mentre sorridi per la leggerezza,
e quel po' di vitalità che ancora c'è.
Ed è tutto popolare. Anche tirato via.
Vedi la scena della fuga finale,
quando la logica narrativa diventa nonsense.
Io non ho bisogno di questo cibo,
ma molti altri magari si.

info: chef rubio, food fighter

mercoledì 19 giugno 2013

^Sigh^Quote! 38

understatement:




Le difficilissime condizioni del mercato e della distribuzione non hanno permesso a questo prodotto innovativo e di grande qualità di ricevere il successo che meritava. Siamo però certi che sia stato un esperimento importante di cui resterà segno nella storia a fumetti di questo paese. 

Dal comunicato ufficiale Star Comics che annuncia la chiusura della serie.
Lo sai, il problema difficile del mercato e della distribuzione è reale e asfissiante. Ma da autore ed editore mi interrogherei anche sui molti limiti di Davvero come seriale a fumetti.

lunedì 11 marzo 2013

^Sigh^Life! - Critica diacronica


particolare di una cover di shanghai devil, a firma corrado mastantuono


Non è facile seguire le serie numeriche.
Richiede tempo, organizzazione, ordine e passione.
Ed è così che da almeno un anno accumulo ma non leggo Rat-Man di Ortolani; da un semestre Shanghai Devil di Manfredi e così via. Alla fine è solo una questione di fiducia. Perché questa fedeltà non è motivata da un riscontro reale. Pensa, dei due esempi citati, so già che almeno in un caso la mia fiducia sarà malamente tradita.
Il disordine delle serie si muove anche in altro modo.  Leggo Julia in modo disordinato, abbandonando la sequenzialità degli episodi. Almeno fino a marzo, fino al nuovo amore della protagonista, che mi costringerà forse a una nuova ritualità. Tex si muove a blocchi mensili. Storie vecchie di anni che non ho letto, ma l’ultimo gruppo di storie collegate sì. Dipende dal momento in cui ho l’albo tra le mani.
Più attenzione per le nuove nate. Saguaro è stato appena recuperato, uno dopo l’altro, che qui la fiducia va ancora conquistata. Ma Bruno Enna cosa sta cercando di fare? Una domanda cui risponderemo in un altro momento. Le Storie è più semplice. Un seriale non seriale. La lettura disordinata quasi ne giova. E questo, a merito dell’impostazione di un progetto che non è nuovo nella struttura interna, narrativa ed estetica, ma nell'idea di serialità. E chi cerca altro, sbaglia.
E naturalmente, nel seriale disordinato, qualcuno viene abbandonato. Nathan Never addio. Davvero addio. Dampyr, che è tornato nelle mie ritualità per un breve, brevissimo tempo, abbattuto da collaborazioni senza alcuna ispirazione, addio. Dylan Dog no. Nella ritualità non c’è più da troppi anni.
Il disordine seriale ha almeno un pregio che mi piace condividere. Favorisce un’analisi critica diacronica. Quella sana distanza dall'immediato,  quella possibilità utile e divertente di leggere in fila più di un numero di una serie, quella distanza dal sordo clamore (?!) che segue ogni nuova uscita. Ecco, bando alla sincronicità, il distacco dal seriale ne favorisce un’osservazione meno necessaria e contingente. Forse, quello dello sguardo sincronico, è uno dei difetti principali della critica di questi anni. 

mercoledì 9 gennaio 2013

Davvero 2, Troppi cambiamenti

^Sigh^Score! 1/6

Il senso di Davvero è nell'immagine
qui accanto.
Guardala, ingrandiscila, e saggiane l'insieme
di luoghi comuni.
Vedi? Barbato dice essere il suo personaggio
più complesso.
Capisci perché non c'è bisogno di perderci
del tempo?
Purtroppo, davvero, il tempo che ti resta
potrebbe avere funzioni più utili.
Per me basta. Davvero.

info: davvero

giovedì 6 dicembre 2012

Davvero 1, Cambiamenti

^Sigh^Score! 2/6

Se Il Boia di Parigi è l'isolamento esistenziale
nella dimensione (a)storica,
Davvero è l'isolamento esistenziale
nella dimensione individuale.
Nessuna modernità.
Solo attualità, come cronaca
da sipario televisivo.
Avvilito. Sordo. Muto. Superficiale.
Il nulla di una vita perduta,
nel nulla del racconto.
La cifra è il disegno: molti particolari realistici.
Tutti inutili.

info: davvero

martedì 27 novembre 2012

Davvero?!




Insomma, si discute di Davvero di Paola Barbato.
Un bel fumetto o una sciocchezza?
Il primo "shojo" manga "bonellide"?
I riferimenti culturali e nazional-popolari?
Eccetera eccetera...
Ma non si trova da nessuna parte.
Si parla di un fumetto invisibile.
Quando si dice, auto-boicottare un lavoro.
Non mi ci fascio la testa.
Leggerò altro. No?!