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giovedì 30 marzo 2017

^Sigh^Life! - Intervista a Marco Galli



Mi occupo di aspetti artistici in ambito riabilitativo e terapeutico da quindici anni. Ci sono aspetti dell'essere umano che ho compreso solo in relazione alla malattia, alle difficoltà e ai limiti.
Quando ho saputo del percorso personale di Marco Galli, ho chiesto la sua disponibilità a intervistarlo. Si parla, certo, di malattia e sofferenza, ma soprattutto di quel che ci fa muovere il culo dalla sedia e metterci in cammino per essere persone migliori. L'arte, qualunque forma artistica, è il miglior compagno di viaggio che mi viene in mente.
Ecco uno stralcio:

Come è cambiato il tuo rapporto con la scrittura, che è poi sempre subordinato al nostro rapporto con la vita più in generale?Questo è interessante, perché è cambiato molto. Un po’ per maturità e un po’ per contingenza. Prima il mio approccio al libro era molto diretto: partivo con disegni e testi, spesso senza nemmeno storyboard, fino a libro finito. Poi riscrivevo, sui testi abbozzati, anche fino a cinque volte, prima di arrivare al lavoro finale. Spesso il senso della storia cambiava parecchio dalla prima stesura all’ultima, sembra impossibile, uno dice: i disegni sono quelli, la successione delle vignette tracciata, i balloons hanno quella misura e quel numero… E invece, la forza delle parole è magica anche nel fumetto, cambiate poche parole e cambia tutto il senso. Se potessi suggerire un esercizio ai giovani fumettisti, sarebbe quello di prendere un fumetto già esistente, leggerlo e riscriverlo cercando di dare un senso diverso alla storia. Si impara molto. La scrittura, quando c’è in un fumetto, è importante e da curare come tutto il resto; spesso si vedono grandi magie cromatiche e dei poveri balloons che navigano anemici dentro le pagine.

Puoi leggere tutta l'intervista qui, sul sito de LoSpazioBianco.it

lunedì 23 maggio 2016

La mia voce fuori dal coro - Intervista a Pasquale Squaz Todisco




Con grande piacere, pubblico qui la versione integrale dell'intervista a Pasquale "Squaz" Todisco.
Si tratta di un'intervista a cui ho lavorato a lungo, grazie anche alla grande disponibilità dell'autore, che mi ha dedicato due mattinate intere di domande e risposte, e mi ha dato molto materiale per documentare i suoi lavori.
Non solo. Al termine dell'intervista, che puoi leggere qui sotto o scaricare sul tuo pc, trovi anche l'inizio di una storia inedita e mai completata di Squaz.
Credo che abbiamo bisogno di autori come Pasquale, che hanno voglia di studiare, ricercare e sperimentare forme e linguaggi, in una sorta di continua lotta per trovare una voce originale e potente nel panorama fumettistico italiano.
Spero che sia un piacere per voi leggerla quanto è stato per me e Squaz realizzarla.

Infine, ringrazio enormemente Ettore Gabrielli de LoSpazioBianco.it che pubblica uno stralcio dell'intervista, relativa agli ultimi lavori di Squaz. LoSpazioBianco.it continua a fare un ottimo lavoro, e vorrei solo potervi contribuire più spesso.


martedì 24 novembre 2015

^Sigh^LIfe! - Intervista agli autori di Anubi per Bilbolbul 2015



In occasione del festival di Bilbolbul appena concluso, ho intervistato Marco Taddei e Simone Angelini, gli autori di Anubi (Grrrz). Una parte dell'intervista la trovate qui.
L'integrale andrà su Lospaziobianco.it insieme ad altri approfondimenti.
Di seguito uno stralcio.

Uno dei temi centrali del volume è la dipendenza, da sostanze, affettiva, … ma anche qualcosa di più sottile. Una sorta di dipendenza dalla mediocrità, dal povero conformismo dell’anticonformismo e dello sfacelo. Quanto di questi spunti vengono dalla vostra esperienza personale, diretta o indiretta?Marco: Penso che basti dire che viviamo in un mondo mediocre che offre poco ma che al contempo ti stimola in continuazione ad essere il primo della classe. In un mondo così, chi si gode il proprio fallimento fa un atto sincero di autocoscienza. Un Dio che ha perso tutto, anzi un Dio perdente, forse demente, è l’immagine estrema ed iconica di questo fallimento totale e senza salvezza.Simone: E’ la vita di tutti i giorni fatta di dipendenze, di mediocrità, di cose senza senso.Vorrei essere plancton.

martedì 17 novembre 2015

^Sigh^Life! - Intervista a Tiziano Angri per BilBOlBul



Per BILBOLBUL, il festival del fumetto che si terrà a Bologna il prossimo week-end, ho intervistato Tiziano Angri per parlare del suo primo libro con Coconino Press, L'unica voce, che è anche la sua prima storia lunga.
Ecco uno stralcio dell'intervista, che puoi trovare per intero qui.

In senso più lato, L’unica voce si occupa della solitudine, del rapporto con le sfide del diventare adulti e trovare un’identità all’interno della nostra società. In quale chiave hai scelto di occupartene?
La chiave principale sta nel disequilibrio che anima la mente e i corpi dei due protagonisti.
La malattia li isola costringendoli ad una vita ai margini e i loro corpi finiscono per subire ogni genere di vessazione, quasi che quel dolore faccia parte di quel rito di passaggio verso il mondo adulto (sebbene entrambi i personaggi hanno varcato anagraficamente da tempo quella soglia).

sabato 31 ottobre 2015

^Sigh^LIfe! - Richard McGuire a Lucca Comics e il suo Qui



Ieri mattina ho avuto il piacere di partecipare al Press Café con l'artista Richard McGuire a Lucca Comics and Games. L'occasione, naturalmente, è legata al suo ultimo lavoro a fumetti, Here (Qui, ed. Rizzoli) di cui ho scritto un articolo per LoSpazioBianco.it.
Riporto una parte dell'articolo, dove rifletto su un aspetto importante del libro che è stato confermato dall'autore stesso durante l'incontro. 

La prima versione di Here uscì negli Stati Uniti una trentina di anni fa sulla rivista Raw diretta da Art Spiegelman. Era una versione molto più corta. Da un punto di vista tecnico e metanarrativo, quel racconto era sufficiente, diceva già tutto quello che si poteva sul meccanismo intrinseco del raccontare a fumetti. La parte più intellettuale della nostra mente era quindi soddisfatta e appagata. Soprattutto quella di critici e studiosi della nona arte.
La nuova versione, decisamente ampliata, che compone il volume attualmente in libreria, offre invece uno sguardo più ampio sulla nostra realtà, si sposta da un piano tecnico a un piano esistenziale con maggiore enfasi, tocca le nostre emozioni e la percezione stessa della realtà. [...]
Viviamo il paradosso di una realtà impermanente dove tutto muta a ogni respiro, dove un numero impressionante di cellule si rinnova nel nostro corpo, e dove tuttavia ci percepiamo come esservi viventi illusoriamente identici a dieci, venti, trenta anni fa, ci immaginiamo tra dieci, venti, trent’anni simili a oggi, e siamo persino capaci di dire a noi stessi e agli altri che “siamo fatti così, non possiamo cambiare”

Per leggere tutto l'articolo, vai qui. 

giovedì 24 luglio 2014

^Sigh^LSB! - L'esercizio della critica

Un argomento familiare per i lettori di ^S^Comics! viene ripreso dal sottoscritto in un articolo per il blog de LoSpazioBianco.it.
L'intero articolo è qui.

Estratto:
I critici militanti sono i “wannabe acritici” (noti la contraddizione?) che sostengono una posizione o un’altra, spinti da motivazioni che poco hanno a che fare con l’esercizio critico: visibilità personale, “potere”, fanatismo, proselitismo, ecc.
Distorsioni talmente comuni, riconoscibili e virali da mettere la Critica in una costante posizione dubbia in merito alla sua credibilità.

Gli autori di fumetti, per prima cosa, a fronte di critiche negative, più spesso che non, mettono in dubbio la buona fede del recensore, piuttosto che discutere del merito dei contenuti. Il gioco è facile, e la Critica collude terribilmente con questa posizione. Perché troppo spesso la militanza sporca le idee e le intenzioni, e un diffuso pressapochismo “tecnico” spezza l’esercizio dialettico e il confronto. In sintesi: critici militanti e poco preparati a caccia di visibilità offrono agli autori l’opportunità di chiudersi in posizioni pretestuose e pregiudiziali. E da qui come si esce?

martedì 29 aprile 2014

^Sigh^LSB! - Lukas ovvero se l'horror cambia o no

La nuova serie Bonelli di Michele Medda e Michele Benevento si chiama Lukas ed è iniziata il mese scorso. Ne parlo su LoSpazioBianco.it qui.
Uno stralcio:

Ma quello che più convince, al di là di riflessioni metafumettistiche, è il taglio cinico, disincantato e malsano che gli autori sviluppano tavola dopo tavola. Nello sguardo stesso del protagonista, gelido e perso, possiamo riconoscere il filtro con cui la realtà viene osservata e presentata al lettore. Una prospettiva che potremmo dire “in soggettiva” rispetto all’epicentro narrativo.
Il resto, del contesto, dell’intreccio, del senso della storia è ancora tutto da scoprire.



giovedì 16 gennaio 2014

^Sigh^Life! - Perché e-mettere insieme i pezzi


Non sempre abbiamo una risposta a questa domanda:
Perché facciamo quello che facciamo?

Rispondere è ancora più difficile se occupi parte o tutto il tuo tempo all'esercizio della critica sul fumetto. E osservando il panorama dei siti di critica specializzata in Italia, la domanda sembra essere urgente. 
Riflettevo su questo, sfogliando quotidianamente la nuova fumettologica.it e mettendo a confronto la mia percezione con quella espressa da Marco Pellitteri, qui (e che riporto):

"Mi piacerebbe che si parlasse del reciproco posizionamento e livello qualitativo, nonché estensione e approfondimento dei discorsi critici oltre che della vena informativa, di “Fumettologica” rispetto agli altri siti di informazione e penso che a farlo dovrebbe essere qualcuno proprio sulle pagine dello “Spazio Bianco”, che secondo me, oltre a svolgere un lavoro molto curato e coerente, forse ha ricevuto un parziale abbandono di lettori per “Fumettologica”, a mio avviso ingiustificato (se fosse cosí che stanno le cose) dato che i due siti sono molto diversi. Coprono informazioni in moltissimi casi diverse e “Fumettologica”, che in teoria si presenta come la prosecuzione e fusione di due siti precedenti di spazio critico, di fatto è una specie di TgCom del fumetto italiano e nulla più, a parte una sola rubrica tenuta da Evil Monkey con articoli interessanti e critici, ma anche periferici. Spero che si apra un dibattito, per migliorare tutti, lettori e soprattutto addetti ai lavori".

Ci pensavo, sovrapponendo anche le parole di Walter Chendi (devo parlarvi del suo nuovo bellissimo lavoro che ho letto in anteprima!) che ha espresso in un commento a un mio precedente articolo: 

“…tornare al buon senso di giudicare un’opera al di là della presunta etichetta che le viene data. Tornare alla forza espressiva e comunicativa del lavoro…”
Quel che mi colpisce, seguendo il tuo ed altri blog attinenti al fumetto, è la grande differenza nel numero di commenti che vi trovo. Attenzione, non la qualità dei commenti, ma solo il loro numero. Una sorta di share che chissà se vuol dire qualcosa.
Ho sempre l’impressione che se intingi la tastiera nell’autocelebrazione, nella denigrazione degli altri, nel compiacimento delle copie vendute, nella capacità di ripetizione delle situazioni, canoni, personaggi e soluzioni, oltrechè in una spolveratina di politicamente corretto, se lo fai allora hai molti interessati a commentare questo mondo meraviglioso che non conosce crisi.
Se, altrimenti, provi a scrivere, in una visione generale, criticando la ormai cronica stitichezza di quello stesso mondo, allora troverai un commento, magari entusiasta, se ti va bene.
[...]
Forse il tuo articolo è troppo difficile. Forse è solo troppo lungo. E’ più facile che venga commentato un commento, più breve e sul quale si può cercare di deviare il discorso, quando non la si butta in rissa verbale.
Dire che bisognerebbe tornare alla forza espressiva o alla costruzione seria di racconti nuovi, per quel che vale il termine, ma che “stanno in piedi” da qualsiasi posizione li guardi, dire questo non è interessante, non è “carino” verso quel meraviglioso mondo, convinto che quantità sia meglio di qualità.
Lo sai che ti leggo sempre volentieri, ma mi verrebbe da dirti: lascia perdere, è una battaglia persa.

Perché si fa critica sul fumetto, in Italia? Chi la fa? Quali sono le reali ambizioni di chi ci opera?
Cosa differenzia davvero un sito (ambizioso) come fumettologica.it dagli altri? Credo che manchi, per la maggior parte dei siti che si occupano di critica fumettistica, un chiaro punto di vista editoriale. E credo che non sia semplice leggere le reali intenzioni di chi vi opera... da scegliere nel mare magnum delle tante possibili intenzioni:
interesse
visibilità
passione
tempo libero
potere
gioco
condivisione
...

Ognuno può mettere la sua lista. Ma a conti fatti, la cosa che più viene rimproverata a chi la critica la fa è l'opacità in merito alla questione centrale: i motivi e la buona fede. Non è un caso se è a quella che la maggior parte degli autori di fumetti si appellano in caso di critiche non positive.
Mi ostino a pensare che non hanno ragione. Ma fugare ogni dubbio è difficile. 

martedì 29 ottobre 2013

^Sigh^LSB! - Per sempre Claremont



Torno a parlare di X-Men e di Claremont a proposito della sua gestione della serie X-Men Forever. Dove riprende concetti e idee lasciati vent'anni prima.
Su LoSpazioBianco.it in questo articolo.
Uno stralcio:

X-Men Forever è una serie paradosso: fuori dalla continuity ufficiale della Marvel Comics (concetto che, come ha più volte dimostrato Grant Morrison, non ha più nessuna attualità) ha l’ambizione di tornare a sviluppare temi vecchi di vent’anni. Una serie che “non esiste” vuole rinnovare concetti e percorsi narrativi ormai dimenticati. Siamo nella piena, totale involuzione del concetto di serialità, che appare per molti versi come l’ultimo, straziante canto del cigno di un’epoca. 
Lo sceneggiatore si impegna e sembra giocare con rinnovato entusiasmo, ma il meccanismo è ormai rotto. La sensibilità ha perso qualunque contatto con il reale e non riesce a toccare in alcun modo l’emozione del lettore. Le idee appaiono non solo invecchiate, ma tutto sommato decisamente ridimensionate dal tempo, e dalle tante, reali innovazioni che sono avvenute negli anni (anche nella famiglia dei mutanti, basti pensare alla gestione Morrison).

martedì 15 ottobre 2013

^Sigh^LSB! - Orfani



Da un po' di tempo non scrivo qui. Sono nel pieno di un trasloco con annesso cambio di vita.
Segnalo solo un articolo che ho scritto per LoSpazioBianco.it a proposito di Orfani, la nuova serie Bonelli di Recchioni e Mammucari. Un articolo lungo, ma che potresti trovare di qualche interesse, perché allarga di molto il campo.
L'articolo intero è qui.
Di seguito un estratto.

In Orfani, Recchioni opera una scelta chiara e netta: la modernità deve essere al primo posto. Lo sceneggiatore sceglie quindi di puntare su dialoghi eccitanti, vivaci, coloriti, semplici e rapidi.
La scansione delle tavole è contrappuntata da pochi baloon, raramente di grandi dimensioni, dove poche frasi secche e incisive, sopra le righe e intenzionalmente d’effetto muovono la vicenda e definiscono le dinamiche tra i personaggi e i caratteri.
Una scelta coerente con l’impostazioneconcept-oriented di cui abbiamo già parlato ma che non sempre lascia soddisfatti.
Se, infatti, appare chiara l’intenzione dell’autore, al lettore spesso arriva un’amara sensazione di posticcio, d’irrealismo spinto all’eccesso. La scuola di riferimento è senza dubbio un certo hypederivante dal fumetto supereroistico statunitense.
Ma quello che sembra semplicemente funzionare nel fumetto statunitense (complice anche la naturale sintesi ed enfasi simbolica della lingua inglese), in Orfani mette spesso a disagio. Il realismo non è la chiave, come detto. Ma la coerenza narrativa (e linguistica) necessita forse un maggiore equilibrio nelle scelte. Il rischio è di sentire i personaggi parlare tutti nello stesso modo, attraverso frasi fatte, “telefonate” e incoerenti con le caratteristiche intrinseche degli stessi.
Un esempio su tutti è quello del modo con cui i ragazzini della prima linea temporale parlano tra loro. Non ci si aspetta certo l’infantilismo. Non si sottovaluta la necessità psicologica di bambini posti in una situazione di grave crisi e pericolo a crescere in fretta. Ma in troppi momenti, i dialoghi di questa parte di storia hanno espresso pensieri che difficilmente possono occupare la mente dei bambini. Irrealismo funzionale alla narrazione o eccessiva semplificazione?

lunedì 23 settembre 2013

^Sigh^LSB - La saga di Fenice Nera



Come anticipato, nell'ambito dell'ottimo speciale sugli X-Men in uscita su LoSpazioBianco.it e curato da David Padovani (che ringrazio per la cura nella revisione e nell'impaginazione), viene pubblicato un mio articolo che ricorda l'importanza della saga di Fenice Nera.
Un piccolissimo estratto:

La saga di Fenice Nera rappresenta, per queste ragioni, una pietra miliare e un punto di non ritorno nell’evoluzione del genere nel cuore degli anni ’80, che celebra il conflitto tra la fragilità dell’uomo e la pericolosità delle forze con cui si ritrova sempre più a “giocare”, che vanno ben oltre la piccola visione comune

Tutto l'articolo lo trovi qui.
Ne sono piuttosto fiero.

venerdì 6 settembre 2013

^Sigh^Life - Gli X-Men e le due facce di Claremont


la regina nera di john byrne


Con Settembre inizia l'anno nuovo.
Il 31 agosto ho festeggiato il capodanno stando sveglio fino alle 5 del mattino, a pensare a cosa mi lascio alle spalle e a cosa dovrò avviare dal giorno successivo.
Mentre le vacanze finiscono, l'estate si fa coda e ci regala gli ultimi giorni di caldo, cerco di mantenere gli impegni fumettistici presi.
Settimana prossima, su LoSpazioBianco.it prende il via un nuovo, corposo speciale, tutto dedicato agli X-Men. Non c'è un modo migliore per iniziare l'anno. Gli X-Men sono (stati) uno dei fumetti popolari statunitensi più importanti e famosi della Marvel Comics. E lo so che non sono più divertenti da molti anni, e lo so che riletti oggi anche molte cose vecchie non sono propriamente la mia tazza di tè. Ma credo sia importante rileggerne la storia, rivedere alcuni dei momenti più importanti della loro parabola editoriale. 
Il pezzo forte dello speciale, probabilmente, è un'intervista a Chris Claremont in esclusiva per LoSpazioBianco.it. La leggerai e respirerai tutta l'amarezza e il rimpianto del papà adottivo degli X-Men. Il tempo passa e lascia tutti indietro. 
Io mi sono occupato proprio di Claremont e di due momenti contrapposti della sua carriera. Nel primo articolo mi diverto a parlare di sessualità, potere ed adolescenza a proposito della celebre saga di Fenice Nera (realizzata con John Byrne), senza dubbio uno dei momenti più felici dell'intera produzione degli X-Men. Nel secondo articolo, rifletto sulla coda artistica dell'autore, a proposito della recente X-Men Forever, dove Claremont racconta quello che sarebbe successo al suo supergruppo se non avesse abbandonato la serie negli anni '90. E qui, e qui si parla di rimpianti, di nostalgia e della morte dei presupposti alla base del fumetto seriale di supereroi.
Due periodi storici diversi, due momenti opposti nella vicenda artistica e umana di un autore di fumetti. Un ottima lente per osservare la vita in relazione alla creatività. 
Segnalerò gli articoli a tempo debito. Intanto anticipo un breve stralcio dal pezzo su Fenice Nera.  

Byrne e Claremont avevano un’idea chiara in testa e un preciso target di lettori: sparare a mille gli ormoni degli adolescenti, mettendo in scena il concetto stesso di perversione (del bene, della morale, dell’umanità, ecc.) attraverso la bellezza iconica e rassicurante dei supereroi. La dolce, sensibile Jean Grey, che nella storia sarebbe diventata la “divinità oceanica” e corrotta di Fenice Nera, era vittima e complice di un processo di deturpamento del cuore e del desiderio che avrebbe fatto saltare sulla sedia qualunque ragazzino represso come il sottoscritto.
Il Club Infernale, nemico dichiarato dall’inizio di questa saga, intriso d’immaginario fetish, era il richiamo perverso del desiderio per Jean e per i lettori.
Gli autori giocavano a carte scoperte, riprendendo in modo esplicito semplici concetti psicanalitici, vaghi ma stimolanti riferimenti esoterici o filosofici (Yin e Yang della tradizione taoista, per citarne uno): gli opposti come fondamento della vita; la lotta come malattia; il potere e la sua corruzione come motore fondamentale delle scelte. 

mercoledì 31 luglio 2013

^Sigh^LSB! - Lone Wolf and Cub



Tempo fa mi persi nella lettura di Lone Wolf and Cub.
Tempo fa ne scrissi un lungo articolo per LoSpazioBianco.it.
L'ho riletto recentemente per ragioni noiose da spiegare.
Lo rilancio qui, in questo periodo estivo, intanto perché è uno dei più bei fumetti di tutti i tempi, poi perché credo che l'articolo abbia ancora oggi qualche spunto interessante.
Uno stralcio:

Quella che potrebbe essere una banale quanto inconsistente successione di scontri e di battaglie, fondate sull’unico fine di mettere in mostra tecniche di lotta tradizionali ogni volta diverse, avversari sempre più potenti e grotteschi – come avviene nella maggior parte dei manga sui samurai e sulle arti marziali – nel lavoro di Koike e Kojima si trasforma in una sfida narrativa sempre nuova. In un processo di perfezionamento continuo, di invenzione e variazione sul tema, gli autori giungono alla conclusione di ogni episodio partendo da punti di vista, pieghe del racconto, sollecitazioni culturali e rituali sempre nuove. Il lettore è spinto a proseguire la lettura anche per scoprire, passo dopo passo, quale nuova angolazione verrà messa in luce, da quale obliquo percorso si arriverà allo scontro risolutivo. L’accerchiamento al quale il Lupo Solitario e il suo cucciolo sono sottoposti darà origine a sfide e pericoli sempre più imprevedibili, che condurranno all’inevitabile fine per condensazione e accumulo, in un processo circolare a spirale, piuttosto che in uno sviluppo lineare da punto a punto. Appare questa una forma espressiva tutta orientale, lontana dalla visione meccanicistica propria della cultura occidentale: la vita di ogni individuo si sviluppa per casualita’, continui ritorni, derive. Il senso del cammino sta nell’attesa, come per Ogami Itto il senso della vita è celato nella via del Meifumado, dove emozioni, desideri, timori, aspettative perdono energia, forza, in un percorso di meditazione che, qui, appare iscritta nell’essenza stessa della vita di un samurai e, al contempo, mostra tutte le contraddizioni di una filosofia di liberazione che si piega, per Itto, al servizio della morte e della distruzione.

Tutto l'articolo qui.

venerdì 31 maggio 2013

^Sigh^LSB! - Intervista a Luca Vanzella e Luca Genovese



Dopo la presentazione della ricca anteprima di Beta nella rubrica ^Sigh^Look!, su LoSpazioBianco.it presentiamo una lunga intervista agli autori.
La trovi qui.

Di seguito uno stralcio.

LV: La voglia di giocare con i cliché e i topos dei robot Nagaiani è stata una delle pulsioni della storia ma dovevamo trovare un modo nostro per affrontarli; un modo che non fosse davvero revisionistico… non volevamo rompere il giocattolo, solo spingerlo in direzioni diverse ma tenendo i pezzi più o meno intatti… Un’opera come Evangelion, per esempio, è un commento sul genere robotico in cui gli impliciti esplodono in modo anche shoccante. Questo però non era proprio nelle nostre corde.
La nostra chiave è stata il realismo o meglio un’illusione di realismo. Far confrontare gli stereotipi mecha con la politica, la storia, le conseguenze… Vedere le scintille che nascono dall’attrito tra l’impossibilità dei robot e il mondo come lo conosciamo (anche se con quella distanza data dalla storia che dicevamo prima). E questo poteva funzionare solo se i robot e i piloti fossero stati assimilabili ai loro modelli. Uno può vedere la parabola di Dennis come il suo percorso per diventare eroe (idealista ma pieno di angst e quindi Nagaiano) nonostante (e contro) il cinismo e la disillusione che lo circondano. 



giovedì 14 marzo 2013

^Sigh^LSB! - Approfondimento su Julia



A corredo dell'intervista a Giancarlo Berardi, in un mio articolo analizzo alcune delle caratteristiche più interessanti di Julia, partendo dal numero attualmente in edicola.
L'articolo lo trovi qui.
Adesso un estratto:

Julia, pur in certe “ritualità” delle sceneggiature, nella relativa rigidità della griglia, nella compattezza stilistica richiesta ai disegnatori, con un bianco e nero essenziale e la chiarezza del tratto, è una serie che potremmo definire “calda”, che richiede e trova la costante partecipazione emotiva dei lettori. È questa, a mio avviso, una delle chiavi di volta del successo che Julia ha tra le lettrici donne, insieme alla scelta di avere una protagonista femminile.

^Sigh^LSB! - Intervista a Berardi



Finalmente online su LoSpazioBianco.it, grazie all'imprescindibile collaborazione di Ettore Gabrielli, la mia intervista a Giancarlo Berardi, dove parliamo ampiamente di Julia, del processo creativo e delle tematiche di questa atipica, ma di successo, serie della Sergio Bonelli Editore.
Riporto un estratto, dove Berardi ricorda la collaborazione con un maestro del fumetto italiano:

Mi è davvero impossibile non chiederle un aneddoto in merito al lavoro con Sergio Toppi. Come è avvenuta la collaborazione per il n. 11 di Julia?
In quel periodo, Toppi aveva poco lavoro. Fu Bonelli a suggerirmelo. Ne fui onorato, perché avevo amato molto i suoi disegni e lo consideravo uno dei miei maestri, tra i pochi che hanno reso il fumetto un fatto culturale. Essendo nato come illustratore puro, aveva difficoltà a seguire la sequenza tipica di Julia, così, ci accordammo che Mantero e io gli avremmo fornito il layout di tutta la storia. L’umiltà di questo grande artista – già avanti con gli anni – era solo paragonabile alla sua grandezza professionale. Più volte mi mostrò le sue bellissime tavole dichiarandosi insoddisfatto e pronto a rifarle, se glielo chiedevo. Che grande lezione. Fu un vero signore, nella vita e nel lavoro.  


Tutta l'intervista qui.

giovedì 28 febbraio 2013

^Sigh^Look! Grendel (anteprima)



Quando sono troppo impegnato, è bene dare segnali di vita.
Ecco quindi l'anticipazione che, a breve, pubblicherò una nuova uscita di ^Sigh^Look! con al centro Grendel, il personaggio di Matt Wagner che proprio oggi torna a vedere la luce nelle librerie italiane con Panini Comics (e la cura editoriale degli amici Antonio Solinas e Nicola Peruzzi).
In questi giorni, tra l'altro, LoSpazioBianco pubblicherà un approfondimento sul personaggio a cura di David Padovani.
Su ^S^Comics! potrai leggere in esclusiva un estratto significativo del volume Ecco il Diavolo. Tutto è pronto, manca solo il mio articolo di presentazione.
Tempo.

^Sigh^LSB! - Intervista a Berardi (anteprima)


disegno di giorgio trevisan

Presto, su LoSpazioBianco, uscirà una mia intervista a Giancarlo Berardi dove parleremo di Julia, del suo nuovo amore, di come nascono le storie della serie, di come l'autore lavora con i disegnatori e con la redazione Bonelli.
Sono molto felice per questa opportunità e per la disponibilità dell'autore.
Di seguito un brevissimo stralcio in anteprima.

L’idea per una storia è sempre casuale. Di solito cerco un’atmosfera. Certe giornate uggiose, per esempio, mi suscitano pensieri in “tonalità minore”. Oppure posso essere colpito da una persona, mentre faccio colazione al bar. Gli esseri umani portano le loro vicende scritte in viso. Basta avere occhi per saperle leggere.

Darò notizia.

mercoledì 19 dicembre 2012

^Sigh^LSB! - Il nuovo Ultimate-Spider-Man e la questione razziale



Con un poco di ritardo, segnalo il secondo articolo che ho scritto all'interno dello speciale su Spider-Man realizzato da LoSpazioBianco.it. Si parla del nuovo Uomo Ragno di colore. Eccone un estratto.

[...] può davvero stupire il rumore che ha suscitato la notizia che la  Comics avrebbe dato vita a un nuovo , e che questo sarebbe stato di colore (portoricano-afroamericano)? Pensiamoci, Peter Parker è il classico ragazzo medio bianco americano. Ed è stato nel corso dei decenni un simbolo preciso, riconoscibile, indolore. Il motto supereroi con superproblemi che nel caso dell’Uomo Ragno rappresenta un elemento costitutivo, viene così fortemente relativizzato. Di quali problemi stiamo parlando davvero? I problemi di un adolescente bianco sono uguali o diversi da quelli di un ragazzo di colore, oggi, negli Stati Uniti?

lunedì 10 dicembre 2012

^Sigh^LSB! - Maradona



Su LoSpazioBianco.it un articolo e un'intervista a Paolo Castaldi a cura di Claudio Falco su Maradona, il libro di Becco Giallo di cui giovedì presenterò un capitolo in esclusiva. Sono molto contento di questa opportunità. Ed è tutto molto interessante.
El Pibe come Guevara?