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martedì 23 maggio 2017

^Sigh^Look! Corto - Sulle rotte del disincanto prattiano



Sto leggendo il saggio di Boris Battaglia su Corto Maltese, a 50 anni dal suo esordio editoriale.
Oltre a offrire spunti trasversali all'opera di Hugo Pratt, Boris porta avanti un suo discorso sul fumetto che non mi è mai sembrato così chiaro come in questo caso. Per esempio quando afferma, a conclusione del primo ragionamento, che

Possiamo azzardarci a dire, contraddicendo Korzybski, che il fumetto è l’unico sistema narrativo in cui la mappa è il territorio. 
Oppure quando prosegue dicendo che
anche quando una storia a fumetti è raccontata concatenando i suoi eventi in progressione lineare, non c’è nessun vincolo ineluttabile tra quegli eventi. Come abbiamo visto, i segni e i fatti che la raccontano sono irreversibili, ma non c’è nulla di inevitabile nelle storie, né di temporalmente determinato. 


Il resto è da leggersi nel piccolo ma denso libro Corto, Sulle rotte del disincanto prattiano, pubblicato da Armillaria. Ma se non siete ancora convinti, potete leggere un estratto in anteprima del primo capitolo qui sotto.




mercoledì 10 luglio 2013

^Sigh^Quote! 40



understatement:

Un’uscita perfetta, quindi? No, naturalmente. Ci si incarta un pochino sul finale e l’intreccio rimane leggermente sospeso. Ma sono le cose minuscole a rendere queste pagine gigantesche. Questionare su altri aspetti sarebbe gratuito. Anche perché siamo solo al secondo numero.
Recensione di Long Wei 2, a cura di EvilMonkey da qui.
Linguaggio a parte: quando si perde il senso della misura. Ma è un'escalation... Critico militante o marchetta?

mercoledì 8 maggio 2013

lunedì 4 marzo 2013

^Sigh^Look! - Grendel, Ecco il diavolo




Matt Wagner è un autore che fatico a capire.
Sempre sul filo tra approccio mainstream e autoriale. Ha scritto (e disegnato) per importanti case editrici statunitensi, ha creato propri personaggi (ricordo tra gli altri, Mage) e ha sviluppato un personaggio come Grendel che ha superato nel tempo le premesse stesse su cui è nato. Tutto questo, senza mai perdere di identità.

Matt Wagner è anche diventato estremamente razionale e distaccato rispetto al medium fumetto. La sua abilità tecnica, conquistata in anni di impegno (ammettiamolo, non è un puro talento grafico), è diventata sempre più liturgica ed estetica. Ha rielaborato molti cliché narrativi tipici dei comics di supereroi, per costruire un suo stile fatto di scelte anticonvenzionali, e quindi, spesso un po’ scomode. Ma sempre eleganti e di ampio respiro. E consapevoli. E a volte fin troppo necessarie, per i tempi in cui sono apparse.
Matt Wagner è un autore che sento freddo. Ed è un paradosso enorme, se mettiamo questa sensazione in collegamento con i temi che da sempre ha affrontato sul suo Grendel: amore, violenza, morte, vendetta, moralità (o la sua assenza). La sua freddezza mi suscita fastidio. E riflettendo, e tornandoci su lettura dopo lettura, capisco che questo risultato è proprio quello che ha voluto creare. E la sua figura di autore ne esce vincente e solida.
Nel paradosso tra freddezza tecnica e cinica, e calore dei temi trattati, ci avviciniamo a comprendere il suo successo e la sua grandezza nel fumetto popolare statunitense. Pensiamo a Grendel. Esso nasce come aberrazione antieroica dei supereroi tradizionali, e diventa simbolo ultra-storico della violenza nel mondo. Un concetto piccolo che esplode. Esasperato dalla cura di Wagner ma anche di tanti altri autori ricchi di talento che ha saputo coinvolgere nello sviluppo di questa simbologia (ricordo per bravura e nostalgia, il duo Darko Macan e Edvin Biukovic), Grendel ha mutato forma molte volte, spiazzando il lettore e diventando, in ultima analisi, un perfetto gioco meta-comunicativo adattabile alle più disparate possibilità narrative.
Da parte mia, quindi, c’è un grande interesse per l’autore e il suo personaggio, che rimane in qualche modo sfuggente e idiosincratico.
   


Panini Comics riprende il personaggio in un progetto che prevede la pubblicazione di tutte le vicende sin qui realizzate. Per avere un quadro più ampio e completo dell’iniziativa, devi solo collegarti a LoSpazioBianco.it, per leggere un’analisi del personaggio e l’intervista ad Antonio Solinas (editor del progetto insieme all’amico Nicola Peruzzi) a cura di David Padovani.
Di seguito, invece, grazie alla disponibilità dell’editore, puoi leggere in esclusiva un bello stralcio di Grendel, Ecco il Diavolo, episodio inedito della saga del personaggio, in uscita in questi giorni in libreria. Si tratta della parte centrale della storia e credo rappresenti perfettamente non solo il cuore della vicenda narrata, ma anche tutti gli aspetti tecnico-narrativi cui ho accennato sopra (dai ritmi, alle scelte visive, alla stratificazione delle voci, ecc.).
Mentre ti avvicini a queste pagine, sentirai una serie di punti di domanda imporsi nella tua mente. Non dipendono solo dal fatto di entrare in una vicenda già avviata (come detto, proponiamo una sequenza centrale di Ecco il Diavolo), ma anche e soprattutto da come Matt Wagner ha negli anni dato forma al suo personaggio, multiplo, ambivalente, misterioso e inspiegabile. Credo che in queste incertezze si nasconda la sua ferocia e la sua forza evocativa. Non spaventarti e seguine le tracce.
Il fumetto è vivo!



info: articolo di David Padovani su LoSpazioBianco.it
       intervista a Antonio Solinas su LoSpazioBianco.it
       presentazione del progetto sul sito di Panini Comics
       un mio vecchio articolo su Grendel per LoSpazioBianco.it

giovedì 28 febbraio 2013

^Sigh^LSB! - Intervista a Berardi (anteprima)


disegno di giorgio trevisan

Presto, su LoSpazioBianco, uscirà una mia intervista a Giancarlo Berardi dove parleremo di Julia, del suo nuovo amore, di come nascono le storie della serie, di come l'autore lavora con i disegnatori e con la redazione Bonelli.
Sono molto felice per questa opportunità e per la disponibilità dell'autore.
Di seguito un brevissimo stralcio in anteprima.

L’idea per una storia è sempre casuale. Di solito cerco un’atmosfera. Certe giornate uggiose, per esempio, mi suscitano pensieri in “tonalità minore”. Oppure posso essere colpito da una persona, mentre faccio colazione al bar. Gli esseri umani portano le loro vicende scritte in viso. Basta avere occhi per saperle leggere.

Darò notizia.

lunedì 4 febbraio 2013

^Sigh^Look! - Zigo Stella




Incontro Maurizio Rosenzweig in un bar a Milano, in zona Sant'Agostino.
Non ci vediamo da qualche tempo. Mi dice, mi spiace che ti sei perso l’uscita di Zigo Stella.
Mi giustifico goffamente, dicendo alcune goffe verità. La vita si muove a cerchi concentrici.
C’è un debito che ci lega. Una cosa che avrebbe dovuto fare per me e che non ha mai fatto. Lo rassicuro. Sento che lo convinco. Siamo più o meno pari.
E parliamo di quello che davvero ci interessa. La vita. A volte, i fumetti.
Maurizio è forte e delicato. Astratto e concreto. Queste contraddizioni sono quel che osservo della sua vita, nei nostri incontri, e quello che emerge dai suoi lavori. Non so molto di più di questo, se non la luce audace e timorosa dei suoi occhi.
Amo le contraddizioni. La vita è una moltitudine di noiose solitudini senza di esse.
Zigo Stella è il lavoro monumentale che Maurizio ha pubblicato più di due anni fa per Edizioni BD.
È una storia sofisticata e ricca, sia dal punto di vista visivo che concettuale. Un’esplorazione delle possibilità espressive della meta-narrazione, e un condensato di buona parte di quello che l’autore sa del fumetto e delle sue passioni. Potremmo dire sesso, fumetto e rock'n'roll, senza cadute di stile, con ironia, sensibilità (ci trovi dentro, tra le pagine, una dolcissima riflessione sull’amore), pura inventiva. Creatività al servizio di una mente sveglia e in continua ricerca.



Maurizio osserva, analizza, esplora, rielabora, inventa. Un approccio chiaramente teorico si risolve in azione, nella pratica del disegno, nella concretezza del tratto. Astrazione e mestiere. Un esempio, il più eclatante: la narrazione di Zigo Stella avviene secondo tutti i possibili movimenti principali che un libro consente: da sinistra a destra (lettura occidentale), dall’alto al basso, da destra a sinistra (lettura orientale, come in un manga), e dal basso all’alto (non è vero, è ancora dall'alto al basso, con il libro in verticale, ma in verso speculare rispetto a prima), per tornare all’origine. Un secondo esempio: ogni segno, parola e logo presente nel libro è stato realizzato a mano da Maurizio. Che sceglie spesso di mantenere le tavole sporche, lasciando i segni a matita sotto la china, ricordandoci costantemente il lavoro che l’autore ha fatto per arrivare al risultato finale. Come si può capire, sono tutte scelte meta-narrative: mentre raccontano, ci ricordano che siamo di fronte a un lavoro espressivo, e ci portano a riflette sulla sua forma, sui suoi obiettivi, sul suo linguaggio. Questa cura, insieme a molte altre invenzioni che si inseriscono come flash, arricchisce una storia semplice ma non lineare.
C’è perfino troppo, forse, in queste pagine. E c’è molta bellezza, energia ed estro. Caratteristiche che non sempre aiutano il lettore a seguire la storia, che rischia a volte di perdersi nell'osservazione dei particolari, o di muoversi con la mente in mille direzioni, a ripescare riferimenti da letture passate (ne cito solo due, Blatta dell’amico Alberto Ponticelli; i rattodonti del Bone di Jeff Smith). Al punto che a volte ti soffermi a chiederti qual è il motivo di quella scelta, per la funzione che ricopre nella storia. E al di là degli specifici collegamenti che di volta in volta emergono, quello che sempre sostiene il viaggio (perché di viaggio si tratta) è l’energia vitale della creatività e la pura libertà espressiva. Maurizio gioca con la sua matita e la sua china, con i suoi strumenti del mestiere. Devi solo fidarti, stare al gioco e divertirti.


In questa ricca anteprima, Maurizio e io abbiamo concordato sulla difficoltà di trovare una sequenza che fosse davvero rappresentativa di Zigo Stella. Troppi i cambi di stile, le invenzioni, le derive narrative. Troppo mimetizzato il protagonista, per emergere in una sezione specifica. Abbiamo quindi scelto di presentare una lunga sequenza centrale, che offre numerosi spunti, e una più breve sequenza finale, che porta alla conclusione del racconto, e che mette in piena luce la vocazione pienamente meta-fumettistica di Zigo Stella. 
Generoso. Ecco, Maurizio è un autore generoso, in tutto quello che fa.
Il fumetto è vivo!

venerdì 21 dicembre 2012

^Sigh^Christmas! - Il signore dei colori




Raccontare l’infanzia, raccontare a colori.
Il libro di Roberto La Forgia è un unicum nel suo genere, nella sua composizione e nello sforzo narrativo di rendere semplice quello che non è: crescere, perdersi, trovarsi, amare.
È un’opera prima, in forma lunga,  per La Forgia, è l’accostarsi al modello (contenitore, pre-testo, come volete) graphic novel per disinnescarlo, o rinnovarlo, o stratificarlo.
La personalità della voce di La Forgia (che prima di tutto è composizione e tratto e uso del colore) è ciò che rende Il signore dei colori un’opera emozionante, forte, coinvolgente.
Mi toglie la voglia di metterla giù lunga, di girarci intorno. A differenza delle altre anteprime di ^S^Christmas ho voglia solo di lasciar cadere lo sguardo del lettore sull’apparente leggerezza delle tavole; sul ritmo originalissimo, così carico di tempi assenti, e di vivacità dimenticate; sul contrasto dei colori, con l’arancione che nasconde la sua ombra nel nero, e il nero che si macchia di vitalità e autenticità. È una di quelle piccole grandi storie che mi sarebbe piaciuto raccontare in prima persona. Quelle che mi fanno sentire parte di un’umanità più grande e, al contempo, meno che umano perché spaventato da quella stessa umanità.
De Il signore dei colori, con La Forgia e Coconino Press, abbiamo deciso di presentare una breve sezione che offre il sapore della storia e il gusto della composizione. Il resto, è tutto da scoprire.
Il fumetto è vivo.

per informazioni: il signore dei colori
                              roberto la forgia
                              su mosso, una seconda anteprima de il signore dei colori

mercoledì 19 dicembre 2012

^Sigh^Christmas! - Rasl




Jeff Smith è l’autore di Bone, la più celebre saga fantasy a fumetti degli USA, ancora fin troppo poco conosciuta in Italia. In America è un best-seller da centinaia di migliaia di copie in tutte le sue diverse edizioni. Nel nostro paese fatica a collocarsi e trovare lo spazio che si merita, nelle due edizioni più felici: l’originario bianco e nero in un unico volume di più di 1300 pagine (Bao Publishing); a colori in singoli volumetti che raccolgono i diversi capitoli (Panini Comics).



La mia storia personale dice questo. In un periodo nel quale stavo perdendo interesse per il fumetto, la scoperta del lavoro di Smith mi diede una scossa, restituendomi entusiasmo e curiosità rinnovati. Ricordo la mia eccitazione nel leggere le primissime storie pubblicate in piccoli albetti da Macchia Nera, storie che negli anni ho riletto molte volte, per il puro gusto di ritrovarmi "a casa". Bone inizia come una serie umoristica, ricca di delicata ironia e felice invenzione visiva. Lontano da qualunque stereotipo del genere, l’esordio della saga dei fratelli Bone è una perfetta esemplificazione delle potenzialità del fumetto. Ci sarebbe moltissimo da dire sul primo lavoro di Smith (durato ben dodici anni di lavoro), ma ti rimando a un lungo articolo che scrissi qualche anno fa per LoSpazioBianco. I riferimenti editoriali sono obsoleti, ma il contenuto credo sia ancora di qualche interesse.



Terminato Bone, Smith ha preso una lunga pausa (per lavorare alla nuova edizione a colori, e successivamente per un fumetto interessante ma poco significativo sul personaggio di Shazam della DC Comics) prima di iniziare il suo nuovo lavoro, ovvero questo Rasl di cui, con la collaborazione di Bao Publishing e l’autorizzazione dell’autore, presentiamo in anteprima l’intero primo capitolo.
Prima di proseguire questa introduzione, sfoglia semplicemente quelle pagine, e il colpo d’occhio ti dirà subito che siamo in un territorio narrativo completamente diverso da Bone e che Smith ha giocato le sue carte sul serio, rimettendosi completamente in discussione. Rasl è una saga fantascientifica in quattro volumi dai toni oscuri, drammatici. L’abilità visiva di Smith è straordinaria, con chiari riferimenti a Jack Kirby e al suo immaginario fantastico (i Nuovi Dei), e con una nuova sintesi rispetto a quanto visto in Bone: dinamismo e invenzione in un bianco e nero chiaro e netto. Rasl è un viaggio nella scienza, attraverso le invenzioni di Nikola Tesla, è un naufragio tra le dimensioni, dove il paradosso conduce a incontri ed eventi inaspettati. La cosa che più colpisce di questo straordinario lavoro, è il senso di smarrimento che suscita sin dalle prime pagine, la mancanza di punti di riferimento chiari, in particolare per chiunque si approcci a Rals avendo in mente il precedente Bone.
Sono felice di poter presentare in anteprima questo lavoro, di poter offrire a chi segue il mio piccolo blog la forza immaginifica di Jeff Smith al massimo della sua espressività. Chi non ama il fumetto per qualunque ragione specifica, potrebbe semplicemente dare una possibilità a quest’opera, rapportandola non tanto ad altri fumetti che ha già visto, sfogliato, incontrato, quanto piuttosto a una semplice, meravigliosa opera della creatività umana. Il resto verrà da sé.
L’anteprima di Rasl, per accordi con l’editore e l’autore, sarà visibile online solo fino al 31 gennaio 2013. Cogli l’attimo e innamorati.
Il fumetto è vivo.


per informazioni: Rasl
                         Bone, la vita editoriale in Italia; un mio articolo di approfondimento 


lunedì 17 dicembre 2012

^Sigh^Christmas! - 2020 Visions




È notizia recente che Karen Berger, storica editor dell’etichetta editoriale Vertigo, ha lasciato la DC Comics portando a compimento un lavoro durato trent’anni. Quando la Vertigo nasceva, ad accompagnare la Berger c’era un gruppo di autori britannici che ha cambiato il modo di pensare ai comics statunitensi. Tra di loro, Jamie Delano, che ricreò il personaggio di John Constantine (inventato da Alan Moore su Swamp Thing qualche anno prima, ecc. ecc.). Non voglio girarci intorno, Delano è stato per me un autore fondamentale. Lessi le sue storie di Hellblazer nel periodo della mia vita in cui meglio ho potuto recepirle, quella tarda adolescenza che non sembra mai passare, quando l’orrore personale del quotidiano; la sensazione di non essere mai all’altezza che prende sotto braccio la depressione; e, specularmente, l’illusione di essere onnipotenti e soli; quelle emozioni confuse e ingestibili che segnano il lento ma inevitabile passaggio all’età adulta accompagnano ogni tuo passo. È stato lì che la prosa visionaria di Delano, i suoi anfratti tenebrosi ed esoterici hanno messo radici. Nel tempo, ne ho riconosciuto alcuni limiti importanti, primo tra tutti l’eccessiva verbosità. Ma rilette oggi, quelle storie funzionano ancora molto bene, mantengono inalterate un fascino perverso e fanno ottimamente da contraltare alla visionarietà più ordinata e intellettuale di Neil Gaiman su Sandman (contemporaneo di Hellblazer).
Conclusa la sua esperienza su Hellblazer, Delano ha proseguito a collaborare saltuariamente con Berger e la Vertigo. Più volte l’ho cercato, più volte ho sentito la mancanza della sua voce. Come una fidanzata lontana, che è sparita senza lasciare ragioni. Insomma, qualcosa che va oltre la razionalità e gli effettivi meriti.



Nel 1997 Delano aveva scritto 2020 Visions. Lo avevo letto in lingua inglese, e non venne mai pubblicato in Italia. Fino a oggi.
Rileggere oggi le visioni del futuro dell’autore britannico provoca emozioni contrastanti: i pregi e i difetti dell’autore sono tutti lì, davanti ai nostri occhi, dalla sua potenza visionaria a un approccio alla narrazione a volte fin troppo sofisticato. Per me è davvero come ritrovare un amico (o la fidanzata perduta); le storie che racconta sono ancora vive, attuali più che mai.
Tra tutte, la prima storia, Brama di vivere, con i disegni dell’ottimo Frank Quietly, è a mio avviso ancora il punto più forte, emozionante, deflagrante. Se ti ci avvicini, ma avvicini per davvero, non puoi non provare quel misto di fastidio, irritazione e inadeguatezza che ti arriva quando ti trovi in un posto che non conosci, in cui non vorresti essere e che ti fa paura. La perdita dei riferimenti amici, consueti. Brama di vivere è un coito. E l’apice è la sua fine. E la fine è come la morte, che coincide con la rinascita.
Insieme all’editore, Green Comm Services, abbiamo deciso di pubblicare proprio l’inizio di Brama di vivere, tutto il primo capitolo. Per il lettore di ^S^Comics sarà come un coito interrotto, ma vale la pena cercare questo libro per leggerne la fine. Godere non è mai stato così pericoloso e meraviglioso e … crudele.

Il fumetto è vivo!


Per informazioni e acquistare il volume: Green Comm Services

Intervista a delano di smoky e Solinas


giovedì 13 dicembre 2012

^Sigh^Christmas! - Maradona



Ho conosciuto Paolo Castaldi con il suo Etenesh, uscito qualche tempo fa per Becco Giallo, grazie a un suggerimento di Boris Battaglia. Di quel fumetto mi colpirono l'approccio obliquo alla narrazione e il punto di osservazione. Non un lavoro perfetto, ma perfettamente vivo. Ho apprezzato anche la distanza del lavoro di Castaldi rispetto ad altri volumi Becco Giallo. Non c'è ombra di didascalismo, e neppure il desiderio di essere necessariamente chiari e diretti. Personalità e coraggio, senza dubbio sostenuti dalla fiducia dell'editore. Per tutte queste ragioni ho atteso con interesse il suo nuovo libro. Quando ho saputo che si trattava di un libro su Diego Armando Maradona ho avuto paura. Impossibile una sua biografia. Impossibile mantenere una posizione equilibrata su questa icona del calcio.



E Castaldi lo ha fatto: nessuna biografia (non per come la intendiamo tradizionalmente) e neppure una posizione equilibrata. L'autore ha consapevolmente scelto la militanza, la retorica rivoluzionaria, rappresentando El Pibe de Oro per quello che è stato (ed è) per molte, moltissime persone nel mondo: un simbolo di libertà e anarchia. 
Corretto? Sbagliato? Non ha importanza. Quel che conta è il valore simbolico e la chiarezza della narrazione. Castaldi è in continua ricerca. E c'è intelligenza e ricerca in ogni tavola di questo suo nuovo lavoro.


Per presentarvelo, abbiamo scelto insieme (io, Castaldi e l'editore) il quarto tocco del libro: dove l'epopea calcistica di Maradona si incrocia con la vicenda umana di una perdita che è ancora una ferita aperta della nostra società. Di nuovo, emerge il punto di vista personale e originale della narrazione, dove la voce popolare e il potere evocativo dei simboli si incrociano e rafforzano vicendevolmente. 
Avere speranza o avere fede?
Le strade sbagliate...
O la condizione umana.

Il fumetto è vivo!



per informazioni: becco giallo
                            il blog di paolo castaldi
                             articolo e intervista su LoSpazioBianco.it

lunedì 10 dicembre 2012

^Sigh^Christmas! - Cerebus, Chiesa e Stato vol.1



Cenere alle ideologie. Tutte: stato, chiese, amore, ... fumetti di supereroi.
Dave Sim in Chiesa e Stato alza il tiro ad ogni pagina, su tutti i fronti.
Sfida il mondo tutto mettendo alla prova le sue straordinarie esplorazioni artistiche.
Ma non è un esercizio di stile. Cerebus è una creatura vivente, in trasformazione, imperfetta, imprevedibile e che puzza dannatamente, soprattutto nelle giornate di pioggia.
Ogni cosa che Sim ha inserito in questo capitolo della lunghissima saga di Cerebus brilla di una luce meravigliosa, quella della vitalità che deriva dalla congruenza, dalla coerenza, dall'impegno, dalla determinazione. Sim è un uomo solo impegnato a tracciare una rotta creativa, proprio come il suo personaggio, quell'oritteropo antropomorfo, che è solo a lottare contro ogni situazione e complotto ai suoi danni.
Non so che tipo o genere di fumetto possa essere Cerebus. Lo conosco da anni, e ancora non lo so dire.
Eppure, posso dire con certezza che rimane una delle cose più emozionanti che mi sia mai capitato di leggere. Anche quando le idee di Dave Sim mi fanno rabbrividire la schiena, nelle parole e nei gesti teatrali dei suoi personaggi, quelle idee diventano architetture narrative vitali e potenti, senza che vi sia possibilità di nascondersi.



^Sigh^Comics! e Black Velvet/Giunti vi regalano le prima 70 pagine.
E ringrazio personalmente di cuore l'editore. Perché è stata completamente accolta la mia proposta, con questa lunga sequenza che vuol mettere in mostra, certo, l'inizio della nuova, lunghissima saga, ma soprattutto perché dopo tutta la politica e gli intrighi del primo volume (Alta Società), in queste pagine ritroverete anche tenerezza, intimità e passione. E una felicissima ironia. E Wolverine! A la Cerebus, ovviamente.
A marzo del 2013 uscirà il secondo volume, Chiesa e Stato vol.2.
Buon divertimento.

Il fumetto è vivo!




per informazioni: black velvet

venerdì 26 ottobre 2012

^Sigh^LSB! - Love and Rockets (anteprima)



Presto, su LoSpazioBianco uno speciale tutto speciale per il trentesimo anniversario di Love and Rockets dei fratelli Hernandez, con omaggi disegnati da importanti autori italiani e internazionali e alcuni articoli di approfondimento. Il tutto a cura di Valerio Stivé. Io contribuirò con un mio pezzo. Di seguito un estratto:

Palomar è un rompicapo stratificato, perché tutto quello che Beto mette in scena è una finzione più solida del reale e ha una dose di verità talmente alta da apparire una rivelazione. Mette in moto quel processo di identificazione con il contenuto a livello profondo che spesso sfocia nell’insight, nell’intuizione di qualcosa di nuovo.

Darò notizia.