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giovedì 11 maggio 2017
^Sigh^Life! - Topolino di Floyd Gottfredson
Se c'è un tempo in cui ripenso con nostalgia alla fuga nell'intrattenimento, è quello dei miei 10, 11 anni, quando mi perdevo nella mia pila di vecchi numeri di Topolino. Non ne ero consapevole, ma già allora la realtà mi terrorizzava abbastanza da voler trovare consolazione e rifugio nella tenerezza e nell'ironia di personaggio meravigliosi.
Gli autori italiani hanno fatto tantissimo per l'evoluzione oltre il tempo dei personaggi Disney, ma c'è un capostipite che è forse poco conosciuto in Italia dai non appassionati. Un signore americano che dagli anni '30 ci ha raccontato una sequenza imperdibile di storie dei Topi, in forma di strisce, quotidiano dopo quotidiano. Il suo nome è Floyd Gottfredson.
Qualche anno fa Corriere della Sera / Gazzetta dello Sport pubblicarono una buona ristampa delle sue strisce. Non so se è un'edizione recuperabile. Ma, per favore, qualunque sia la forma, cercate le storie di Gottfredson e capirete molte cose, dell'origine di quei personaggi antropomorfi e della loro mitologia.
E della gioia, della meraviglia e della creatività ironica e spensierata di quando da bambini eravate terrorizzati dalla realtà senza saperlo.
lunedì 22 dicembre 2014
Topolino - Star Top 1-3

Leggero, fresco, divertente.
Un mistero, scrivere per Topolino, oggi.
Una strada curva oltre il buco nero
della tradizione. Un viaggio interstellare.
Enna è il migliore, o quasi, al momento.
E l'avventura spaziale non è solo un divertissment, ma un piccolo colpo di fiato dove si rischia l'asfissia.
Approvato anche da bimbi di 4 e 8 anni.
info: star top, su topolino
intervista a bruno enna
lunedì 17 marzo 2014
^Sigh^Comics! - La magia avviene
Questa è nota, l'ho già raccontata: avevo meno di dieci anni quando, timido, mi nascosi per giorni e mesi in impolverati scatoloni di arretrati di Topolino che mi aveva regalato mio cugino, quello grande.
La polvere è ancora sulle mie dita, in forma di gioia nostalgica, di disperato tentativo di vivere al di fuori delle paure quotidiane, di ritrovare amici colorati e dalle strane forme che non giudicassero la mia magrezza o la mia timidezza.
Oggi recupero con sorpresa l'energia di quegli anni di formazione, sfogliando voracemente le tavole di Romano Scarpa sulla sua integrale attualmente in corso di pubblicazione.
Ci sono diverse cose che sarebbe importante ricordare:
Romano Scarpa faceva fumetti. Ed era uno dei più grandi.
Se capovolgi il punto di vista, in una traiettoria circolare e non lineare, la letteratura per l'infanzia prende le mosse da questi luoghi dell'immaginario, perdendo la ricchezza del segno nelle acrobazie delle sequenze tra vignette.
L'eredità di Scarpa è stata humus fertilissimo per diverse generazioni successive di autori.
L'eredità di Scarpa è stata saccheggiata.
L'emozione del fumetto a volte nasce da una sequenza perfetta, dove ogni segno e ogni senso si trova al suo posto, in perfetta sintonia.
L'infanzia che oggi viene sempre più rubata, nei tempi e negli stimoli, ha uno spazio interno tutto suo, che da adulti dobbiamo rispettare profondamente, e recuperare tra i ricordi sepolti nella mente. Leggere Scarpa aiuta.
E allora fermo il moto ondoso dei pensieri, dell'analisi, del giudizio, e sereno e fiducioso lascio che sia Scarpa a portarmi dove vuole. Ci sono autori per i quali è inutile farsi domande, attese o problemi. Lasci fare sicuro che la magia che deve accadere, accadrà.
lunedì 20 gennaio 2014
^Sigh^Life! - Il completismo rovina la vita
Oggi in edicola: il primo numero de Le grandi storie Disney, che presenta l'opera omnia dell'inarrivabile Romano Scarpa.
Edizione curata nei minimi dettagli.
Peccato soltanto che la foga completista inserisca nell'opera anche tutte le storie che Scarpa ha disegnato su sceneggiature altrui. A conti fatti, questa scelta abbassa decisamente la qualità della collana.
La pubblicazione delle sole storie disegnate E sceneggiate dal nostro, eventualmente con una selezione delle migliori storie sceneggiate da altri autori sarebbe stata più adatta alle mie esigenze (di costi e spazi, in primis). Ma avrebbe fatto arrabbiare altri.
Detto questo, collana imperdibile.
mercoledì 31 luglio 2013
^Sigh^Life! - Topolino cambia casa
Mi piacciono le contraddizioni.
O semplicemente osservare come la realtà si intreccia in modi speculari.
Negli Stati Uniti Disney compra Marvel.
In Italia Panini Comics (che pubblica tra le molte altre cose, tutti i prodotti Marvel) acquisisce i diritti Disney per la produzione delle storie.
Difficile dire chi sia più lungimirante, e come la medesima azienda (Disney) abbia valutato l'ultima decisione italiana.
Certo, in Italia, si rompe un assetto produttivo ed editoriale consolidato da molti anni. E Panini diviene ancora di più forte e centrale nell'editoria fumettistica nostrana.
Sarà in grado di produrre storie all'altezza della tradizione? E soprattutto, che è la stessa domanda, saprà innovare e rinnovare le testate? Per prima, l'ammiraglia Topolino, che perde lettori in un'emorragia apparentemente non arginabile?
Quello che so, è che Topolino mi annoia ormai da molto tempo.
Ne sono un lettore saltuario e distratto (Tito Faraci mi ha sgridato per essermi perso il celebrativo e clamoroso numero 3000), ma ogni volta che ci torno, rimango deluso e annoiato. Generalizzo, certo, perché la mia visione è parziale. Eppure qualcosa non mi torna. Ogni volta mi sorgono le stesse domande:
A chi si rivolgono le storie di Topolino (a quale target di lettori).
Che idea di narrazione per "l'infanzia" riposa (!) dietro alla produzione di queste storie.
Che idea di infanzia c'è nella testa di chi produce e realizza le storie di Topolino.
Prevale l'interesse di produrre qualcosa di nuovo, oppure Topolino è intrappolato in una sorta di rituale nostalgico.
Qual è, oggi, la forza iconica di questi personaggi, per l'immaginario dei potenziali lettori.
...
Domande ce ne sono tante. E credo che per ognuna, le redazioni (Panini e quel che rimarrà della Disney) dovranno ritornarci su con impegno.
Se poi, qualcuno dei lettori di questo blog ha voglia di passarmi Topolino 3000 per leggerlo, ecco, lo ringrazierò infinitamente. Potrebbe anche essere occasione per incontrarsi.
giovedì 22 novembre 2012
^Sigh^Quote! 09
I Serial Killer liberati a Disney World facevano il loro sporco lavoro, un massacro che dai tempi della prima guerra mondiale non si vedeva, un'orgia caotica di sangue, stupri, urla, mutilazioni, pezzi di corpi ovunque...Le telecamere riprendevano tutto, ogni dettaglio veniva digitalizzato, cristallizzato nel tempo.
Disney Violence Channel è un successo commerciale senza precedenti, uno shock per il pubblico ormai anestetizzato da centinaia di programmi tutti uguali e soprattutto non veri. Qui tutto è reale. La morte è reale.
I maniaci travestiti da pupazzi, i piromani travestiti da pompieri che incendiano il castello fatato, il Tunnel delle mannaie capitanato niente poco di meno che da Sonny Chapman lo scuoiatore del New Jersey...
Officina Infernale, da 100% Shit
giovedì 30 agosto 2012
PK, il mito - Le nuove origini
E un papero famoso perde identità.
Diventa segreto, e (forse) grande.
Supereroe senza pathos o ironia. E si perde.
Paperino non è Snoopy. Non può essere chiunque.
In un ritmo e un linguaggio che non gli appartengono,
invecchia male e dimentica. Lascio anch’io.
Dimentico.
info: PK, il mito
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