È notizia recente che
Karen Berger, storica editor dell’etichetta editoriale Vertigo,
ha lasciato la DC Comics portando a compimento un lavoro durato trent’anni.
Quando la Vertigo nasceva, ad accompagnare la Berger c’era un gruppo di autori
britannici che ha cambiato il modo di pensare ai comics statunitensi. Tra di
loro, Jamie Delano, che ricreò il personaggio di
John Constantine (inventato da Alan Moore su
Swamp
Thing qualche anno prima, ecc. ecc.). Non
voglio girarci intorno, Delano è stato per me un autore fondamentale. Lessi le
sue storie di Hellblazer nel
periodo della mia vita in cui meglio ho potuto recepirle, quella tarda
adolescenza che non sembra mai passare, quando l’orrore personale del
quotidiano; la sensazione di non essere mai all’altezza che prende sotto
braccio la depressione; e, specularmente, l’illusione di essere onnipotenti e
soli; quelle emozioni confuse e ingestibili che segnano il lento ma inevitabile
passaggio all’età adulta accompagnano ogni tuo passo. È stato lì che la prosa
visionaria di Delano, i suoi anfratti tenebrosi ed esoterici hanno messo
radici. Nel tempo, ne ho riconosciuto alcuni limiti importanti, primo tra tutti
l’eccessiva verbosità. Ma rilette oggi, quelle storie funzionano ancora molto
bene, mantengono inalterate un fascino perverso e fanno ottimamente da
contraltare alla visionarietà più ordinata e intellettuale di Neil Gaiman
su
Sandman (contemporaneo di
Hellblazer).
Conclusa la sua esperienza su Hellblazer, Delano ha
proseguito a collaborare saltuariamente con Berger e la Vertigo. Più volte l’ho
cercato, più volte ho sentito la mancanza della sua voce. Come una fidanzata
lontana, che è sparita senza lasciare ragioni. Insomma, qualcosa che va oltre
la razionalità e gli effettivi meriti.
Nel 1997 Delano aveva scritto
2020 Visions. Lo avevo letto in lingua inglese, e non venne mai
pubblicato in Italia. Fino a oggi.
Rileggere oggi le visioni del futuro dell’autore britannico
provoca emozioni contrastanti: i pregi e i difetti dell’autore sono tutti lì,
davanti ai nostri occhi, dalla sua potenza visionaria a un approccio alla
narrazione a volte fin troppo sofisticato. Per me è davvero come ritrovare un
amico (o la fidanzata perduta); le storie che racconta sono ancora vive,
attuali più che mai.
Tra tutte, la prima storia, Brama di vivere, con i disegni
dell’ottimo Frank Quietly, è a mio
avviso ancora il punto più forte, emozionante, deflagrante. Se ti ci avvicini,
ma avvicini per davvero, non puoi non provare quel misto di fastidio,
irritazione e inadeguatezza che ti arriva quando ti trovi in un posto che non
conosci, in cui non vorresti essere e che ti fa paura. La perdita dei
riferimenti amici, consueti. Brama di vivere è un coito. E l’apice è la sua
fine. E la fine è come la morte, che coincide con la rinascita.
Insieme all’editore, Green Comm Services, abbiamo deciso di pubblicare proprio l’inizio di
Brama di vivere, tutto il primo capitolo. Per il lettore di ^S^Comics sarà come
un coito interrotto, ma vale la pena cercare questo libro per leggerne la fine.
Godere non è mai stato così pericoloso e meraviglioso e … crudele.
Il fumetto è vivo!