Visualizzazione post con etichetta roberto la forgia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta roberto la forgia. Mostra tutti i post
giovedì 13 marzo 2014
^Sigh^Life! - Il Signore dei Fumetti
Un'amica si sta avvicinando al fumetto.
L'esordio, quando ne parlammo la prima volta, fu: il fumetto mi fa schifo.
Sorrisi, le risposi: sarebbe come dire che la letteratura o il cinema ti fanno schifo.
La mia amica è intelligente. Ha capito e riso.
Ho iniziato a passarle un po' di cose. Incredibile riconoscere quali pre-giudizi o vuoto di idee ci siano intorno alla parola "Fumetto". Interessante pensare a come sono avvenute le scelte dei primi titoli che le ho passato.
Intanto, quello che era nella mia libreria, e non riposto nelle decine e decine di scatoloni. Letture abbastanza recenti, quindi. Poi, una selezione determinata dalla presenza di freschezza e talento. Ecco, Manu Larcenet (Ritorno alla Terra), Daniel Clowes (Wilson), Giro Taniguchi (Furari), Manuele Fior (L'intervista), Romano Scarpa, Bill Watterson (Calvin & Hobbes), Roberto La Forgia (Il Signore dei Colori).
Come un esercizio comune di conoscenza, abbiamo provato a giocare all'analisi: il tratto, la costruzione della tavola, i dialoghi, i colori...
Alcuni momenti davvero divertenti: l'analisi tra l'interno (la casa) e l'esterno (la natura) nei libri di Larcenet e il riflesso psicologico; lo sviluppo dinamico dell'incidente in apertura de L'intervista (scelta delle inquadrature, dei momenti importanti, dei dialoghi, ...); l'osservazione meticolosa della costruzione della tavola ne Il Signore dei Colori (il ritmo, il simbolo, il tratto, ...).
Dialoghi naif sul fumetto che mi hanno ricordato perché amo così tanto questa forma di comunicazione, e che mi hanno portato a rivedere tanti elementi che la mia mente dà ormai per scontati.
Nel frattempo alla mia amica è venuta la scimmia.
Ogni volta sento di avvicinarmi un poco di più a rispondere alla domanda, ma il punto resta: qual è la vera magia del fumetto?
venerdì 21 dicembre 2012
^Sigh^Christmas! - Il signore dei colori
Raccontare l’infanzia, raccontare a colori.
Il libro di Roberto La Forgia è un unicum nel suo genere,
nella sua composizione e nello sforzo narrativo di rendere semplice quello che
non è: crescere, perdersi, trovarsi, amare.
È un’opera prima, in forma lunga, per La Forgia, è l’accostarsi al modello (contenitore,
pre-testo, come volete) graphic novel per disinnescarlo, o rinnovarlo, o
stratificarlo.
La personalità della voce di La Forgia (che prima di tutto è
composizione e tratto e uso del colore) è ciò che rende Il signore dei colori
un’opera emozionante, forte, coinvolgente.
Mi toglie la voglia di metterla giù lunga, di girarci intorno. A
differenza delle altre anteprime di ^S^Christmas ho voglia solo di
lasciar cadere lo sguardo del lettore sull’apparente leggerezza delle tavole;
sul ritmo originalissimo, così carico di tempi assenti, e di vivacità
dimenticate; sul contrasto dei colori, con l’arancione che nasconde la sua
ombra nel nero, e il nero che si macchia di vitalità e autenticità. È una di quelle
piccole grandi storie che mi sarebbe piaciuto raccontare in prima persona.
Quelle che mi fanno sentire parte di un’umanità più grande e, al contempo, meno
che umano perché spaventato da quella stessa umanità.
De Il signore dei colori, con La Forgia e Coconino Press,
abbiamo deciso di presentare una breve sezione che offre il sapore della storia
e il gusto della composizione. Il resto, è tutto da scoprire.
Il fumetto è vivo.
su mosso, una seconda anteprima de il signore dei colori
Iscriviti a:
Post (Atom)

