Visualizzazione post con etichetta morte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta morte. Mostra tutti i post

venerdì 22 aprile 2016

Maledetta Balena

^Sigh^Score! 5/6


Avevo già letto la maledetta balena in fase di lavorazione. 
Oggi prende vita in un libro, stampato, e si offre all’esperienza di lettura di tante persone. 
Profonda delicatezza. colta "popolarità". 
Di questo libro funziona anche il ritmo, pacato e morbido ma coinvolgente. 
Trovo una sensibilità che risuona. Che parla della malattia in modo intelligente. 
Condividere esperienze di dolore, di fine vita, 
Entrare nel mondo di ricordi frantumati, sfocati, persi.
E sentirsi felici di essere vivi. 

giovedì 5 novembre 2015

Anubi

^Sigh^Score! 5/6

Volevi essere vittima.
Oppure premere il sangue alle tempie.
Volevi nasconderti dietro alla confusione.
Ed essere salvo da tutti.
Hai confuso la vita con la morte.
L'odio con il sesso.
Poi hai cambiato pelle.
Un inizio.

info: anubi

sabato 31 ottobre 2015

Punto di Fuga

^Sigh^Score! 4/6

La solitudine del senso di colpa.
L'irresponsabile noncuranza sociale.
La mancanza di una trama.
La necessità dell'inevitabile
che riguarda la dimensione prospettica
della crescita personale.
L'aborto come lutto, senza un funerale.
E la crisi come opportunità attraverso
il dolore

info: punto di fuga, diabolo ed.

martedì 13 gennaio 2015

^Sigh^Life! - Je suis Charlie Brown

Alcune personali sollecitazioni dopo i tragici eventi di Parigi, nella redazione di Charlie Ebdo.

Intanto, la tragica morte del vignettista Cabu mi ha fatto malamente scoprire che il figlio, Mano Solo (nato Emmanuel Cabut), cantautore che amo moltissimo e che avevo scoperto casualmente a Parigi una decina di anni fa, è morto nel 2010 per complicazioni legate all'AIDS.
Una sua canzone, con tutta la sua personale intensità.

Poi la vignetta di Robert Crumb, che come al solito spicca per intelligenza e ironia, e un'intervista altrettanto acuta (dovrà temere per la sua vita?)...



Il caos anti-islamico mi ha riportato alla mente il capolavoro di Dave Sim Church and State del suo Cerebus, di cui sto postando random una serie di tavole su facebook.



E un ricordo personale che mi inquieta non poco, che avevo postato proprio su questo blog. Lo ritrovi qui.

E infine, senza voler per forza fare distinguo, ma con un poco di ironia, la mia personale identificazione con Charlie Brown, e quella sua indomabile fiducia nell'umanità.


giovedì 13 febbraio 2014

Sailor Twain o La Sirena dell'Hudson

^Sigh^Score! 4/6

Avevo pensato di essere immortale.
Innamorato di te
Che mi perdi.
Potrebbe essere tutto qui:
l'illusione d'amore, il tormento,
l'impossibilità.
Malinconico, disperato, ironico.
Qualche volta troppo scontato.
Mai veramente spietato.

info: sailor twain

martedì 26 novembre 2013

^Sigh^Life! - Una Storia e i Fiori del Massacro si incontrano

Avendo facoltà, come si dice, scegliamo liberamente di quali letture riempire il nostro tempo libero.
Le vicende della vita, negli ultimi mesi, mi hanno ripulito: pistola alla tempia, o il tempo o la vita. Nessun cazzo di Tex intorno ad aiutarmi. Alla vita ci tengo. Quindi via alle priorità e stop alla lettura.
Nel fine settimana appena concluso, mi sono però riappropriato di alcune ore e, soprattutto, del gusto di soffermarmi sulle pagine a fumetti.
Potrei riflettere sul tema della decongestione da lettura che ho vissuto in questi mesi, ma rimando perché, dopo un po’ di tempo, ho voglia di tornare a parlare di qualcosa che ho letto.



Gipi, Una storia, fresco di stampa, con il suo grande formato, mi ha riportato a qualche anno fa, quando aspettavo con una certa emozione l’uscita di un nuovo libro. Ché Gipi resta, ancora oggi, forse sempre di più, un grande, grandissimo talento del fumetto. Uno che ci si sporca, con le sue tavole, e che ha costruito con consapevolezza molti dei meccanismi che lo rendono speciale.


Recchioni e Accardi, I fiori del massacro, uscita numero 15 de Le Storie della Bonelli, prevista per metà dicembre, si dovrebbe collocare sulla sponda opposta rispetto a Una Storia nell'ideale e fantomatica dicotomia fumetto “popolare”/fumetto “autoriale”. Le divergenze produttive, concettuali, di target e artistiche sembrano motivare, ancora oggi, questa differenziazione. Per un lettore onnivoro come me, il tema diventa secondario quando le storie sono buone e sono aperte. O forse, più che secondario, un tema da tenere ben presente e da superare.



Una storia di Gipi è meno di quello che ci si aspetta prendendo a riferimento i suoi principali lavori precedenti: meno complessa, meno densa, meno pensata, meno stratificata. C’è un gesto artistico più immediato, una volontà più chiara, ma non sempre a fuoco. Il racconto è costruito intorno a due idee piuttosto semplici, che hanno a che fare con il senso della vita e l’eredità della morte. O il senso della morte e l’eredità della vita. Temi importanti. Che l’autore decide di trattare su due piani temporali diversi e giustapposti, legati però dal tema dell’eredità di sangue. I due protagonisti della storia sono infatti parenti e il titolo utilizzato da Gipi per il suo lavoro chiarisce da subito che in entrambi i casi si sta parlando della stessa identica storia. Vita/morte, eredità, libertà…


Sarà un caso, o un segno dei tempi, se I fiori del massacro affronta gli stessi identici temi: il senso della vita e l’eredità della morte. O il senso della morte e l’eredità della vita. Il concetto cardine, ereditato dall’opera immortale Lone Wolf and Cub è il Meifumado, l’inferno giapponese, cui la protagonista della storia si lega, in un percorso che richiama direttamente l’esperienza del Lupo Solitario. L’impalcatura della storia è avventurosa e decisamente “popolare”, ma nasconde una preparazione onnivora e ottimamente “reincarnata” su migliaia e migliaia di altre pagine scritte e disegnate, viste e ascoltate da parte di Recchioni e Accardi. La coppia si conferma più che nel precedente lavoro come perfettamente in sintonia. Stupisce in particolare Accardi, che riesce a mimetizzare il tratto orientale con un’interpretazione personale, tutta europea e bonelliana, senza risultare mai posticcio o derivativo. Una scommessa difficilissima per un prodotto seriale italiano che è senz’altro vinta. Recchioni ci mette le sue idee e la cura nella sceneggiatura. Non ci sono sorprese. Tutto fila fin troppo liscio. Come nel primo numero de Le Storie i canoni di riferimento non sono mai sovvertiti. Difficile dire, in generale, se questi siano limiti o pregi. Per il mio personale punto di vista è un difetto grande come una casa, perché il lettore consapevole vorrebbe rimanere felicemente sorpreso. Insomma, Osamu Tezuka ha mostrato come fare in centinaia di sue pagine, ma non è, oggi, purtroppo, autore particolarmente ripreso o “imitato”.



La vita, la morte, l’eredità nelle loro declinazioni legano due storie diversissime sotto tutti i punti di vista. È vero che si tratta di cardini sui quali spesso si sono sviluppati meccanismi narrativi efficaci, popolari e autoriali. In questo caso, oltre alla visione diacronica del mio personale rapporto tra lettura e vita, mi sembra si possano aggiungere altri due elementi che legano insieme Una Storia e I Fiori del Massacro: la consapevolezza degli autori rispetto ai propri mezzi e alla forma fumetto che stanno perseguendo; la volontà di rispettare in pieno le aspettative del proprio target di lettori di riferimento. E forse le due cose vanno insieme.


lunedì 8 luglio 2013

^Sigh^Life! - Sweet Salgari e l'eredità di un uomo



Altre tragedie colpirono successivamente anche la moglie e i figli dello scrittore: nel 1914 Fatima, giovanissima, rimase vittima della tubercolosi, mentre nel 1922 la moglie Ida si spense in manicomio.
Nel 1931 fu di nuovo il suicidio la causa della morte dell'altro figlio, Romero; nel 1936, per le ferite di un tragico incidente in moto, perse poi la vita Nadir, tenente di complemento del Regio Esercito. Un'intervista, conservata nelle teche di Rai Storia del 1957, ritrae l'ultimogenito figlio vivo Omar, che racconta alle telecamere della vita di suo padre. Tuttavia, anche Omar, in seguito, si suicidò, gettandosi dal secondo piano del suo alloggio nel 1963.
da wikipedia, su Emilio Salgari

Non sono mai stato un esperto di Salgari. Non posso dire di avere mai amato davvero i suoi libri. E non ricordavo in alcun modo il triste finale della sua vita.
Conosco certo, per vie dirette e indirette, la sua mitologia e l'enfasi della sua prosa, ma raramente mi sono lasciato trasportare dai suoi romanzi.
Sempre da wikipedia, scopro che Che Guevara lesse 62 dei suoi romanzi. Citato a fine pagina, in una nota sulle diverse influenze dello scrittore, sono colpito da questa strana deriva, così fuori contesto. La mitologia di uno scrittore si realizza anche così. Sono arrivato a leggere Sweet Salgari di Paolo Bacilieri buon ultimo tra gli ultimi e, per di più, senza le conoscenze di base.
Nell'approccio a un nuovo lavoro, sempre meno mi piace documentarmi in anticipo. La ricerca avviene dopo, se mai. Rifletto spesso sul fatto che le opere che amo di più sono quelle che lasciano aperti i nodi, che spingono i lettori a ricercare nuove informazioni, nuovi stimoli. Mi piace quando certi lavori ti rimangono addosso, in un modo o nell'altro.

Paolo Bacilieri è, oggi, il più importante autore di fumetti italiano. Lo dico senza alcun timore. Basta viaggiare per le pagine di Sweet Salgari per capirlo. La semplice intuizione di accostare i paesaggi evocativi ma familiari dell'Italia vissuta da Salgari, alle descrizioni esotiche dei suoi romanzi, rappresenta la cifra stilistica (si dice così) di un autore intelligente e unico. Poi l'aspetto tecnico: la sintesi del tratto, in quell'equilibrio tra realismo quasi fotografico e stilemi tipicamente cartoon; la cura per la composizione visiva e narrativa della pagina nel suo insieme; la scelta delle parole con cui i personaggi si esprimono; la capacità di raccontare una parabola di vita in pochi, rilevanti momenti essenziali. Siamo di fronte alla quintessenza del racconto a fumetti.

La tragedia del suicidio di Salgari, che lega e slega il senso di una carriera, prima ancora che di una vita, è il punto focale da cui tutto il resto viene osservato, per accostamento o contrasto. L'eredità del narratore è più o meno potente dell'eredità di sangue lasciata agli eredi, come suggerisce lo stralcio di biografia familiare che riporto a inizio articolo?
Se l'immaginazione ha permesso allo scrittore veronese di viaggiare e far viaggiare per il mondo, senza mai spostarsi dall'Italia; quella stessa divinità a due teste ha costruito nel tempo della vita grumi di dolore densi come il fango. Quell'odore di muffa e muschio e sottobosco, dell'ombra di uomini che non conoscono il riscatto, di budella sventrate in un modo che solo la perversione dell'immaginazione eroica più nera può generare, sono le sensazioni che Bacilieri offre al lettore. Senza interpretazioni. Con disincanto. Con ironia. Con una sensibilità rara per il fumetto italiano contemporaneo. Nulla è lasciato al caso, ogni segno studiato, ogni movimento dell'occhio sulla pagina è accompagnato da una lucidità che, spesso, personalmente, mi lascia il volto pieno di stupore. Perché è qualcosa che c'è solo nel momento in cui si diventa una cosa sola con quanto si sta realizzando, nell'intenzione, nella manualità, nella rivincita dell'arte sulla vita.

Sweet Salgari è l'apice di una carriera fatta di apici. Perdonami l'eccesso. Ma quando un autore è capace di realizzare una (non)biografia come questa e di giocare con l'inconsistente mondo di Antonio Serra nel racconto Sul pianeta perduto realizzato per la Sergio Bonelli Editore, capisci che non c'è più alcuna distinzione tra fumetto alto e basso, d'autore o popolare, e che l'integrazione culturale (mi piace questa parola) è possibile anche e soprattutto nel mondo del fumetto.
Spiace solo sapere che Bacilieri rappresenta un'eccezione e non la regola. Perché il pianeta perduto dell'editoria fumettistica italiana è tutt'altro che capace di aiutare autori come questi a crescere e trovare la propria voce. Ancora di più, quindi, in questo senso, la dedica di Sweet Salgari a Sergio Bonelli risuona come un riconoscimento dovuto.


mercoledì 10 aprile 2013

Julia 175, Myrna: infanzia perduta

^Sigh^Score! 5/6

Quando sfiori quei pensieri
l'orrore ti assale.
La semplicità del punto di vista rivela:
quanto è lontana la sanità mentale
dalla follia?
E quanto è di aiuto la 'consapevolezza'
se sei consapevole di essere un pazzo
e un assassino?
La modernità del linguaggio, la chiarezza,
il coraggio di una produzione Bonelli
che non teme confronti.
La migliore serie in circolazione
da anni.

info: julia 175

venerdì 15 marzo 2013

Le Storie 6, Ritorno a Berlino

^Sigh^Score! 4/6

Nascita morte amore
sono la spina dorsale 
del romanticismo.
Una piccola storia si specchia
nella tragedia umana della vita.
Un semplice gesto, si saluta
e si va.
Rimangono i segni sul foglio.
Si vorrebbe che tanta bravura
generasse figli più forti. 
E indimenticabili. 
Ma anche la morte, in obliquo,
sa essere generosa.

sabato 23 febbraio 2013

Le Storie 5, Il lato oscuro della luna

^Sigh^Score! 4/6

Lo sguardo triste
di un uomo perduto
nel mondo.
Quale mondo?
Oscuro, alieno, seriale,
bonellide.
Un battito di vita
nella disperazione.
Un vuoto pieno.
E immagina la mia sorpresa
quando ho scoperto che questo
straordinario effetto visivo era solo
un errore di stampa!
(ingrandisci)


info: le storie 5, il lato oscuro della luna

mercoledì 20 febbraio 2013

Powers, Per sempre

^Sigh^Score! 5/6

Evoluzione filogenetica e culturale
e supereroismo.
Uomo, potere, vendetta, dolore.
Definiti dai nostri incontri
e dai nostri scontri.
Efficientismo occidentale.
Mortalità e transpersonalità.
Una buona idea
rilancia lo schema.

info: powers, per sempre

lunedì 11 febbraio 2013

From Hell

^Sigh^Score! 6/6

La piena ebrezza della creatività
consapevole.
La verosimiglianza come arte
della vita.
La disperazione
la malattia
la morte
l'amore.
Il fuoco.
Senza retorica.

info: from hell

Powers, Venduti

^Sigh^Score! 3/6

Il potere assoluto
come si configura nella nostra
attualità
è solo un'illusione.
La mortalità è la chiave.
Ora immagina di essere immortale.
Da perdere la testa.
Ma Bendis è troppo gentile per ferire
o colpire mente e cuore.
Gentile e prolisso.
Di Oeming meglio non dire.

info: powers, venduti

giovedì 6 dicembre 2012

100% Shit

^Sigh^Score! 4/6

Accompagno la merda con Movement
dei New Order già morti, non ancora nati.
I fantasmi fanno sesso droga botte
spine tagli gonfiori puzza amore.
Riconosco, scappo, ritorno. Andare oltre.
Attualità come eterna adolescenza.
Anti-narrazione come unica possibilità.
Autoerotismo sadomasochismo autobiografismo.
Putrescenza. E poi basta. Esco. Gelo ma sole.
E profumi. Ah, l'inverno!
Ma JG Ballard mi chiama ancora.

info: 100% shit

domenica 2 dicembre 2012

Deadman - 20 domande

^Sigh^Score! 4/6

Supereroi ed esistenzialismo.
Le venti domande importanti della vita.
Con relative risposte. Possibile?
Troppo (metà)fisico per riuscire.
Ma un'ironia leggera e scanzonata
impedisce la deriva.
Vorrei ma non posso. Soprattutto lì
dove il fumetto trova la sua essenza:
nell'equilibrio tra testi e disegni.
Eterno riposo?

info: deadman, 20 domande

sabato 1 dicembre 2012

^Sigh^Quote! 10




pollice, saperne non vuole

indice, l'inferno lo mangia

medio, non vede più il sole

anulare, nel vuoto si lancia

mignolo, guarisce e poi muore


da Le 5 Fasi, di Alberto Ponticelli, Officina Infernale, Squaz, Akab, Tiziano Angri, Ausonia, ed. BD

giovedì 22 novembre 2012

^Sigh^Quote! 09

I Serial Killer liberati a Disney World facevano il loro sporco lavoro, un massacro che dai tempi della prima guerra mondiale non si vedeva, un'orgia caotica di sangue, stupri, urla, mutilazioni, pezzi di corpi ovunque...
Le telecamere riprendevano tutto, ogni dettaglio veniva digitalizzato, cristallizzato nel tempo. 
Disney Violence Channel è un successo commerciale senza precedenti, uno shock per il pubblico ormai anestetizzato da centinaia di programmi tutti uguali e soprattutto non veri. Qui tutto è reale. La morte è reale. 
I maniaci travestiti da pupazzi, i piromani travestiti da pompieri che incendiano il castello fatato, il Tunnel delle mannaie capitanato niente poco di meno che da Sonny Chapman lo scuoiatore del New Jersey...

Officina Infernale, da 100% Shit
 

lunedì 15 ottobre 2012

Le storie 1, Il boia di Parigi

^Sigh^Score! 5/6
 
Un atto di dedizione
per una precisa forma editoriale.
Svincolata, smagnetizzata.
Un equilibrio cercato e reso
alla cultura minore del pensiero maggiore.
Un prodotto, certo!
Un prodotto avvincente e riuscito.
Un intelligente iperbole sul potere
politico,
editoriale.

domenica 30 settembre 2012

Dampyr 150, La scelta di Lisa

^Sigh^Score! 4/6

La morte si racconta sempre bene.
L'abbandono, la separazione. La malinconia. 
Il (non)personaggio sempre sullo sfondo.
Il movimento intorno ha il passo regolare
e chiaro della tragedia. A fumetti.
La fine è l'inizio.

info: dampyr 150