E Castaldi lo ha fatto: nessuna biografia (non per come la intendiamo tradizionalmente) e neppure una posizione equilibrata. L'autore ha consapevolmente scelto la militanza, la retorica rivoluzionaria, rappresentando El Pibe de Oro per quello che è stato (ed è) per molte, moltissime persone nel mondo: un simbolo di libertà e anarchia.
Corretto? Sbagliato? Non ha importanza. Quel che conta è il valore simbolico e la chiarezza della narrazione. Castaldi è in continua ricerca. E c'è intelligenza e ricerca in ogni tavola di questo suo nuovo lavoro.
Per presentarvelo, abbiamo scelto insieme (io, Castaldi e l'editore) il quarto tocco del libro: dove l'epopea calcistica di Maradona si incrocia con la vicenda umana di una perdita che è ancora una ferita aperta della nostra società. Di nuovo, emerge il punto di vista personale e originale della narrazione, dove la voce popolare e il potere evocativo dei simboli si incrociano e rafforzano vicendevolmente.
Avere speranza o avere fede?
Le strade sbagliate...
O la condizione umana.
Il fumetto è vivo!



