(c) dave sim
In treno, quasi sera. Ritardi. In Lombardia, Trenord è nel
caos del nuovo sistema informativo per la gestione dei turni. Sono sereno. Ho
un incontro di meditazione che mi aspetta, e un volume di
Cerebus tra le mani.
Si tratta di
Chiesa e Stato vol. 1, che mi sto rileggendo perché mi serve. Mi
serve perché lo rileggo.
Mi siedo accanto a una coppia di sconosciuti, loro amici, studenti, membri di Comunione e
Liberazione, meno che ventenni. Lui, spettinato e in un bozzo. Lei bionda,
bella, lucente, in lotta con una santità/miraggio e una sessualità selvaggia. Uno
scambio tra loro? “Il nuovo convegno su Cristo, Dio e tutti gli angeli si terrà
presso l’Università Bicocca”. “La Bicocca?! Però, CL stavolta è stata
bravissima. In Bicocca è molto difficile”.
E poi studiano. E respirano potere istituzionale e ideologie. Condividono
insegnamenti teologici che non riescono a comprendere. Le loro domande lo
palesano, e ancor di più le risposte inadeguate. Lei è divisa. Lo siamo tutti?
Lui è gentile, posato, sessualmente attratto da lei, di un’attrazione feroce
che cerca di mascherare in modo goffo. Io leggo Cerebus.
Io sono a quel punto del libro in cui l’oritteropo, neo papa, chiede tutto
l’oro dei suoi poveri seguaci in cambio della salvezza. Un passaggio mi
colpisce: i politici della città sono sorpresi, non credevano che i loro poveri
cittadini avessero tutto quell’oro nascosto. La Chiesa può dove lo Stato non
può.
Il contrasto tra le vicende di Cerebus e l’appartenenza ideologica dei due
ragazzi accanto a me ha una bellezza vitale luminosa, e riverbera della luce
che fa di
Dave Sim lo spregevole genio, figlio di puttana che è. Sorrido. Rido. Guardo
i ragazzi. Meno che ventenni, già così protratti verso una sicurezza che la
vita non può dare, ma solo mascherare con la finzione.

Sono all’incontro di meditazione, che conduco con regolarità
da qualche mese. Il tema principale è il distacco dalle ideologie, dai
condizionamenti di cui non siamo consapevoli. Apro Cerebus, alla pagina in cui
in piedi sul camino della sua casa, mosso da un vento espressionista, esaspera il suo
sermone più
toccante e terrificante. Racconto ai presenti del treno, dei due ragazzi. Di
quel passaggio, “CL è stata proprio brava”. Sorridiamo. Spaventati. Non
normalizzati.
Sento un brivido.
So che un paio di persone presenti all’incontro di meditazione ha prenotato
Cerebus in libreria. Non leggono abitualmente fumetti. Non gl’importa del Fumetto.
Ma il resto si. Quello che si muove intorno alle nostre esperienze, quello che
dà forma agli incontri, agli innamoramenti e alla paura. In libreria, entrate,
percepito il cambio di temperatura tra dentro e fuori (immagine cara di
una canzone di Panella/Battisti), quelle due persone, due amici, acquistano
Cerebus, Chiesa e Stato di Dave Sim e
La pace è ogni passo di Thich Nhat Hanh.
È tutto.